Jorge “El Lobo” Carrascosa, un’ala contro la dittatura
Mondiale del 1978. Vince l’Argentina, Buenos Aires impazzisce di gioia, mentre a due passi dallo Stadio Monumentàl, centinaia di giovani muoiono nelle carceri clandestine. Dal 1976 al 1983 50.000 persone spariranno nel nulla, inghiottite dall’oceano, o finite con un colpo alla nuca in qualche strada della sterminata provincia argentina. Contro quel mondiale macchiato di sangue, all’epoca furono in pochi a opporsi. E’ facile essere coraggiosi a distanza di sicurezza, ma ci fu chi all’epoca dimostrò di essere un uomo. Chi disse no. Jorge Carrascosa, il capitano degli argentini, disse semplicemente: “Io, il campionato del mondo non lo gioco”. El lobo ( il lupo) era il capitano e il cuore di quella squadra. Sarebbe toccato a lui l’onore (quale onore?) di alzare la coppa del mondo al cielo. Invece decise di non essere complice dei militari, di farsi da parte. Scelse il silenzio. Oggi, su google, ci sono solo tre o quattro immagini di Carrascosa. Dimenticato. Scomparso. El Lobo aveva soltanto ventinove anni, era un esterno di gran classe, nel pieno della carriera. Scelse il silenzio, e ora è uno dei pochi che può permettersi di guardare in faccia chiunque, anche le Madri di Plaza de Mayo.
luglio 2nd, 2009 at 05:11
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luglio 2nd, 2009 at 10:27
[...] Jorge “El Lobo” Carrascosa, un’ala contro la dittatura Scritto da:admin il 2009-07-02 [...]
novembre 22nd, 2009 at 00:14
[...] è quella orange dell’Olanda ai mondiali del 1978. Mondiali maledetti, segnati per sempre dal sangue dei desaparecidos. Mondiali che l’Olanda avrebbe meritato di vincere, dopo aver già perso una finale 4 anni [...]