Milan, Giampaolo: “Per arrivare dove voglio serve tempo. Mi piace la dedizione dei ragazzi”

Marco Giampaolo parla alla vigilia di Milan-Benfica. Domani sera il Milan sarà impegnati contro il Benfica in International Champions Cup. L’allenatore dei rossoneri ha parlato in conferenza stampa affrontando diversi temi, tra i quali: il percorso che sta tracciando a Milanello, le sensazioni dopo la sconfitta subita all’esordio contro il Bayern Monaco, il mercato e altro ancora. Sulla partita giocata mercoledì contro i tedeschi, il tecnico rossonero ha detto: “Col Bayern Monaco abbiamo avuto un’ottima dedizione, abbiamo giocato con attaccamento. Siamo stati competitivi pur essendo corti nei cambi rischiando qualche infortunio com’è accaduto a Theo Hernandez. Comunque sono fiducioso, i calciatori sono attenti e si mettono in discussione: i presupposti sono quelli giusti. Per arrivare dove voglio serve tempo, questo è il momento più importante per la costruzione di un progetto e manca ancora qualche pedina. Il percorso sarà lungo, per il momento ho visto cose positive” .

Per quanto riguarda le dinamiche del calciomercato, invece, Marco Giampaolo non ha esitato ad esprimere il proprio pensiero: “Da sempre contesto il mercato fino al 2 settembre, perché non ha senso e i campionati iniziano e le squadre si costruiscono l’ultimo giorno. Non lo concepisco e non lo concepirò mai. Ma del lavoro quotidiano non frega più a nessuno, siamo nel business più totale. Il mio mestiere è diventato sempre più difficile, ma fino a quando mi sostiene la passione ci sto dentro però”. 

In merito alle condizioni di lavoro, l’allenatore del Milan non si è risparmiato, riservando parole al miele per la società: “Sono tutti molto disponibili, non mi manca nulla. Condizioni favorevoli. La mia casa è stata Milanello per 10 giorni e anche lì è come se fossi stato a casa. I crediti nei confronti di tutti, gente e ambiente, calciatori e risorse del Milan, te le devi guadagnare giorno per giorno. Devo lavorare sodo, devo stare sul pezzo perché questa è la legge del calcio”.

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