“Volevo dirti tante cose ma non so da dove iniziare”, cita Coez – suo idolo musicale – Patrick Cutrone per salutare il Milan. Il giocatore da oggi passa al Wolverhampton, la sua avventura in Premier League comincia ma se ne chiude un’altra. Intensissima. Quella vissuta coi suoi colori, rossoneri, e adesso fa fatica ad accettare un destino che lo vede lontano dalla sua seconda pelle. Lontano da San Siro, dai suoi tifosi, che hanno urlato il suo nome per anni come fosse una rockstar. “Pungiglione” Cutrone, adesso, se lo godranno gli inglesi.
Il saluto social dell’azzurro è tutto un susseguirsi di nostalgie: “Mi hai accolto a otto anni e adesso sono un uomo, un abbraccio alla società che amo, allo staff e ai tifosi”, rossonero Patrick, questa la firma che racchiude l’ennesimo atto d’amore. Che fosse amareggiato per la partenza l’avevamo intuito qualche giorno fa all’aeroporto, quando – frustrato e inconsolabile – aveva scalzato i giornalisti alle classiche domande di rito.
Non c’è tempo per i rimpianti e nemmeno per piangere sul latte versato, bisogna voltar pagina. Infatti Cutrone, dopo i saluti di rito ai rossoneri, riserva le sue prime parole alla nuova realtà calcistica che l’ha accolto: “Poter giocare in Premier League per gli Wolves è fantastico, sono già proiettato in avanti e non vedo l’ora di iniziare a giocare. Spero che i tifosi mi facciano sentire tutto il loro supporto”. E di calore, Patrick, ne ha bisogno: lontano dalla sua famiglia, pronto a nuove sfide. Il calcio sa essere anche questo: spietato, a volte, ma pur sempre incredibilmente romantico.
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