Nel suo Dna c’è tutta la follia, buona, di un brasiliano venuto da Bahia. Estroso, imprevedibile, divertente. Nelle sue molteplici performance sui social lo abbiamo visto in tutte le salse, dai vestiti stravaganti, i balli a ritmo di samba, la passione per i motori, le donne, le feste e il calcio. Basta scorrere la sua pagina Instagram per comprendere cosa ci sia dentro la sua galassia. Gli affetti profondi, la maglia della Selecao che più di tutto domina in foto. Perché ad un calciatore brasiliano puoi togliere tutto ma non il verde oro, il legame con la sua terra, tra i più radicali del Sud America. Sul campo un giocatore tecnicamente eccezionale, terzino basso o ala destra, piedi delicati, qualità e dinamismo, precisione e goal spettacolari da campione quale è stato.
Dani Alves è uno degli svincolati di lusso del calcio mondiale, a 36 anni suonati si sta proponendo ovunque, Juventus, Inter, Barcelona, Psg, Manchester City, hanno tutti ascoltato le sue richieste da top player, le porte si sono chiuse, nessuno ha più richiamato al cellulare. Forse solo la Cina potrebbe accontentarlo.
Sul suo profilo Instragram nei giorni scorsi aveva scritto “Qualcuno ha tempo per leggere il mio curriculum?”. Il laterale destro ex Juve cerca lavoro. A certe cifre non si trova. Eppure su quel cv c’è impressa tanta roba, 6 campionati spagnoli, 5 Coppe di Spagna, 5 Supercoppe di Spagna, 1 Scudetto in Italia e una Coppa Italia, 2 campionati vinti in Francia, altrettante Supercoppe francesi, una Coppa di Lega, 1 Coppa di Francia. E ancora 3 Champions League, 2 Coppe Uefa, 4 Supercoppe, 3 mondiali per club. Con il Brasile 2 Cpa America e due Confederations Cup. Tutto questo da sommare ai vari titoli personali come miglior giocatore delle varie edizioni dei tornei disputati e vinti.
Ma il punto non è questo, fa sorridere il modo stravagante con il quale Alves non si prenda sul serio e scherzi sul futuro. Nel post che vi mostriamo qui sotto l’ex terzino brasiliano si diverte postando in rete diverse opzioni, agricoltore, guardia giurata, cassiere di un supermercato, tassista o manovale. In tutto questo c’è la follia sana di un personaggio nato a Juazeiro, nello Stato di Bahia e cresciuto nel Pernambuco, terra florida di talenti che hanno spopolato nel calcio mondiale. Nell’attesa esce fuori ancora una volta il Brasile che è in lui, alla sua maniera, avesse meno pretese forse sapremmo già dove poterlo ammirare sul campo, beach soccer a parte.
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