Rafael Leão, al secolo Rafael Alexandre da Conceicao Leão, nato ad Almanda il 10 giugno del ’99, è il nuovo attaccante del Milan.
Portoghese dall’estro sviluppato e dal talento purissimo, diamante grezzo che ha fatto emozionare i rossoneri al punto da volerlo per crescerlo e farlo maturare come è già successo con tanti campioni in passato: il ragazzo deve le sue fortune allo Sporting Lisbona dove è cresciuto nel settore giovanile. Da sempre una garanzia. Nel 2017 debutta sia in campionato che in coppa a distanza di pochi mesi. Chiamatela fortuna dell’esordiente – tutt’altro che principiante – oppure prendetevela col destino, ma in entrambi i casi ha lasciato il segno con un gol. Una sorta di Zaniolo meno fortunato, per il vissuto di stenti, per l’infanzia difficile che l’ha portato ad emergere col pallone fra i piedi.
Nel rettangolo verde non lo ferma davvero nessuno, basta vederlo per scomodare paragoni altisonanti: come quello con Kylian Mbappè che, a sua volta, sarebbe l’erede naturale di Pelè. A detta del brasiliano, quindi c’è da fidarsi. Ma la storia non si fa con i nomi degli altri, bensì con i loro esempi. Infatti, Leao sta cercando di scrivere la sua portandosi dietro la naturalezza dei vent’anni e la freschezza di una serenità che tempo prima sarebbe sembrata un’utopia.
Dal punto di vista tecnico siamo al cospetto di un falso nueve, sia con il Lille che con lo Sporting ha giocato da punta centrale. Il vero valore aggiunto della sua giovane età risiede nella capacità di adattarsi, pur di giocare a pallone si metterebbe anche in porta. A tal proposito: è più piccolo di Donnarumma, questione di mesi, ma non è l’anagrafe a fare la caratura di un campione. Non soltanto almeno.
Leão ama spaziare, soprattutto davanti alla porta, per questo dialoga molto bene con i centrocampisti. Inoltre usa molto accuratamente il fisico, in grado di agire spalle alla porta, ma anche di buttarla in velocità. Perfetto per il 3-4-1-2 di Marco Giampaolo. Verosimilmente il tecnico lo schiererà secondo attaccante, per affiancarlo a Piatek o addirittura sostituirlo nei momenti di magra. L’approdo al Milan, che dovrebbe avvenire sulla base di 35 milioni, potrebbe significare il definitivo salto di qualità. Magari per farlo arrivare a quell’esordio in Nazionale maggiore che brama da tempo. Leão, in portoghese, vuol dire leone. A San Siro la “Fossa” lo acclama già, perché spesso il destino è scritto attraverso particolari inequivocabili. I nomi propri non sono scelti da chi li porta, proprio come il talento e la bellezza.
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