Milan, Mirabelli: “Avevamo preso Aubameyang, poi è spuntata l’idea Bonucci”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 18:18

L’ex direttore sportivo del Milan, Massimiliano Mirabelli, ha rilasciato un’interessante intervista ai microfoni di Tele Radio Stereo. L’ex dirigente rossonero ha toccato diversi temi, tra i quali: la questione Icardi-Inter, il possibile scambio Dybala-Lukaku. Poi, non poteva mancare un accenno sul mercato finora condotto dalla sua ex squadra, il Milan, sul quale ha anche svelato un retroscena intrigante.

Sull’andamento del mercato, Mirabelli ha dichiarato: “Un buon mercato, la Juve la fa sempre da padrona. Pian piano anche le altre si stanno muovendo. Magari ci si aspettava qualcosa in più all’Inter, ma c’è ancora un mese”.

Sulla querelle che vede protagonisti l’Inter e Icardi, invece, l’ex ds del Milan ha affermato: “Icardi è la situazione più delicata, è una telenovela assurda. Lui è un bravissimo ragazzo e un attaccante che mi piace tantissimo, ma l’Inter fa bene a far rispettare il suo blasone. Può perdere un attaccante importante, ma non perde la faccia. Wanda Nara ha scombussolato i piani, mi spiace per il ragazzo perché poteva avere una carriera importante, ma la sta bruciando”.

Poi, Mirabelli ha proseguito affrontando uno dei temi caldi di questi giorni: lo scambio Dybala-Lukaku: “Dybala ha avuto annate particolari, sono un grande estimatore di Paulo, è un grandissimo talento, ma non so se reggerà il campionato inglese. Lukaku è un grandissimo giocatore”.

Sul mercato del Milan, Mirabelli è apparso soddisfatto: “Sta costruendo una squadra giovane, ha una buona struttura. Si sta muovendo bene, ma non in modo così importante per poter insidiare la Juve. Servirebbero due-tre top per fare il salto di qualità”. Poi, l’ex dirigente rossonero ha concluso raccontando un aneddoto particolare legato all’acquisto di Bonucci: Stavamo chiudendo per Aubameyang, il mio pupillo, poi è spuntata questa cosa. In effetti, quella squadra necessitava di una certezza in attacco. Morata era l’alternativa a Aubameyang. Avevamo le idee chiare, poi abbiamo sbagliato la scelta finale. Negli ultimi due anni parlano ancora di organizzazione, noi in 15 mesi abbiamo trovato catastrofi”.