Dal sogno all’incubo: quello più ignobile, il razzismo. La notte della finale di Supercoppa Europea poteva essere indimenticabile per Tammy Abraham, l’attaccante 21enne del Chelsea che nella finale contro il Liverpool ha calciato l’ultimo rigore, quello decisivo. Sarebbe bastato un gol per regalare il trofeo alla sua squadra, ma la palla è finita sui piedi del portiere dei Reds Adrian, che con la sua parata ha regalato la Supercoppa al Liverpool. Mentre il portiere del Liverpool (svincolato fino a pochi giorni fa) è diventato un eroe, il povero Abraham è stato attaccato ferocemente dai suoi tifosi.  Le lacrime di Abraham dopo l’errore, lo specchio della delusione di un ragazzo che sentiva il peso della responsabilità e sapeva di deludere i suoi tifosi. Ma di certo non pensava che quelle lacrime sarebbero diventate di rabbia e dolore per quello che è accaduto dopo. Nelle ore successive alla partita il calciatore è stato letteralmente bersagliato di offese e insulti, la maggior parte di natura razzista.

Insulti e minacce per un rigore sbagliato

Tantissimi messaggi offensivi sui social, di cui molti con vere e proprie minacce. Il rigore fallito, ma anche il colore della sua pelle. Un incubo per Tammy Abraham, che non si aspettava tanto odio da parte dei suoi tifosi e dei suoi concittadini: l’attaccante è nato proprio a Londra. Una reazione vergognosa da parte dei tifosi del Chelsea, che ha portato subito delle forti prese di posizione: la fidanzata del giocatore, Leah Monroe, ha condannato i razzisti parlando di “Persone peggiori delle peggiori persone”, scrivendo poi “Per voi c’è un posto speciale riservato all’inferno”. Prese di posizione anche da parte del club, che afferma di intraprendere “Le più forti azioni possibili contro i razzisti”. Messaggi di sostegno anche da parte dei compagni di nazionale di Abraham e altri calciatori inglesi come Lingard e Rashford, ai quali si aggiungono man mano gli altri calciatori dei Blues, che stanno dando la loro solidarietà al compagno di squadra: “Dobbiamo essere orgogliosi di lui”, si legge sui social.

La solidarietà del mondo del calcio e la richiesta a Twitter di intervenire

Sugli insulti ad Abrahm si è mossa anche l’associazione antirazzista “Kick it Out” condannando le offese sui social e chiedendo un intervento della Uefa: “Tale tipo di abuso è sempre più prevedibile, ma non meno disgustoso – dichiara l’associazione – Inviamo tutto il nostro supporto a Tammy e ribadiamo la nostra richiesta a Twitter e agli altri social media di reprimere queste manifestazioni offensive. E’ un invito all’azione – conclude “Kick It Out” – vogliamo sapere cosa verrà fatto per affrontare questo insidioso problema”.