A 16 anni ha già una clausola rescissoria da 100 milioni. E slalomeggia contro i giovani del PSV Eindhoven come Marcel Hirscher sulla Gran Risa. I difensori non lo prendono, non lo toccano, quasi lo ammirano. Ilaix Moriba, ovvero “il nuovo Pogba“, la nuova star della cantera del Barcellona, si prepara a conquistare il mondo.

La giocata, durante la Otten Cup, ha fatto il giro del web. Il centrocampista della Guinea Bissau è di gran lunga il giocatore più pagato della Masia. Per errore, tra l’altro, il Barcellona ha inviato i dati del suo ingaggio… all’Espanyol. E il club rivale si è accorto, con evidente stupore, che guadagna di più di alcuni giocatori nella prima squadra dei Blanquiazules.

Moriba ha già attirato in passato l’interesse del Manchester City e della Juventus. Ma il Barcellona, scottato in passato dall’addio di Fabregas, non vuole correre rischi, non vuole disperdere il talento. E gli ha messo sulle spalle una corazza d’oro. “A soli 16 anni il Barcellona lo ha legato a sé fino al 2022, ma nel contratto ha inserito una clausola di rescissione da 100 milioni. Più dei 90 pagati dalla Juventus per Higuain, poco meno dei 110 con cui l’Inter blindò a suo tempo Icardi” scrive il Corriere della Sera.

Perché lo chiamano il nuovo Pogba

Moriba Kourouma, che ha giocato costantemente sotto età, si muove da centrocampista offensivo. Destro di piede, occupa tutta l’ampiezza del campo nella fascia centrale. Di lui si è cominciato a parlare per i tre gol che ha segnato, a 15 anni in un torneo amichevole, contro il Real Madrid Juvenil B, l’under 18, l’anno scorso: uno dei tre, realizzato direttamente da centrocampo, dal fischio d’inizio del secondo tempo.

Moriba, forte e agile nonostante l’altezza, vince il 64% dei duelli difensivi e il 45% di quelli offensivi. Capace di 3 intercetti di media, difensivamente non azzarda il contrasto in scivolata nonostante un tempismo elevato in questo tipo di intervento (75% di riuscita, certifica Wyscout).

L’interpretazione del ruolo è già decisamente moderna, consapevole. Effettua 45 passaggi a partita, con l’87% di accuratezza. Recupera 7 palloni di media e altrettanti ne serve verso la trequarti avversaria. Può migliorare la visione nello stretto quando avanza il raggio d’azione, visto il 40% di passaggi filtranti che arrivano a destinazione, ma vista l’età, il potenziale perché emerga come un esempio di centrocampista box-to-box di livello ci sono.

Peraltro, non tira affatto male, soprattutto dalla distanza, anche se non ha la stessa efficacia e precisione quando cerca la porta da posizioni in cui non si sente abbastanza sicuro.

C’è un dettaglio che spicca tutti. E’ veloce di pensiero, legge il gioco, si posiziona sulla linea di passaggio per recuperare palla, la distribuisce anche con una giocata facile se necessario. Prende decisioni velocemente, consapevole della responsabilità associata alla sua posizione. E questo, non solo in un contesto strutturato come il Barcellona, fa tutta la differenza del mondo.