Una classica degli anni Duemila. Una sfida che richiama alla mente la semifinale del 2010, il capolavoro di Jose Mourinho, il dito alzato al cielo del Camp Nou dopo una notte magica. Era il ritorno della semifinale di Champions League contro il Barcellona che avrebbe proiettato l’Inter alla finale di Madrid contro il Bayern Monaco. Quella corsa verso i cinquemila tifosi sulle tribune del Camp Nou resta il più memorabile “Mourinho’s Moment”, come ha scritto allora il Daily Telegraph. L’Equipe parlò invece di “Fort Mourinho” per esaltare la difesa nerazzurra che in Catalogna ha protetto il 3-1 maturato a San Siro all’andata.

Rimane quella l’unica vittoria dell’Inter in otto precedenti contro i blaugrana, che l’anno scorso nella fase a gironi hanno ottenuto una vittoria e un pareggio. Non segnò, però, Messi, capocannoniere dell’ultima edizione per la prima volta dal 2015. All’argentino si è aggiunto Griezmann e il cavallo di ritorno Neymar: problemi di abbondanza davanti per Valverde.

Borussia Dortmund: due precedenti, due trionfi

L’Inter, ultima squadra italiana ad aver alzato la Champions League, dopo la doppietta di Milito contro il Bayern Monaco al Santiago Bernabeu, affronta la fase a gironi per la tredicesima volta nella sua storia da quando la Coppa dei Campioni ha cambiato denominazione. Prima della scorsa stagione, aveva raggiunto gli ottavi in tutte le precedenti otto partecipazioni.

Quattro le sfide contro il Borussia Dormund.  Le prime, nella semifinale della Coppa Campioni 1963-64, hanno spalancato alla Grande Inter di Herrera le porte della finale del Prater contro il Real Madrid e del primo trionfo europeo. Tiratissimo il pareggio dell’andata (2-2, gol di Mazzola e Corso), netto il 2-0 a San Siro deciso da Mazzola e Jair. A Vienna, è storia. Herrera chiede a Tagnin di “rovinare” l’ultima di Di Stefano con la maglia dei blancos, Guarneri si incolla a Puskas, Facchetti blocca Amando, Burgnich si piazza Gento e Suarez arretra su Felo. Mazzola segna due gol, Milani completa l’opera, Herrera si vendica di quel Real che aveva avviato il tramonto il suo tramonto in Catalogna nella semifinale del 1960.

Positivo anche il precedente del 1994, nei quarti di Coppa Uefa. Nel battesimo da allenatore in nerazzurro, Giampiero Marini si gode una delle migliori partite in Italia di Wim Jonk. Il centrocampista olandese segna una doppietta che indirizza il 3-1 davanti al “Muro Giallo” dei tifosi tedeschi. Nonostante l’1-2 a San Siro, l’Inter centra la semifinale e finirà per alzare la coppa nella finale contro il Salisburgo.

Prima con lo Slavia

In Champions League, o Coppa dei Campioni, l’Inter ha disputato 172 partite, con un bilancio complessivo di 84 vittorie, 46 pareggi e 42 sconfitte, 245 gol fatti e 165 reti subite. Ma non ha mai incontrato lo Slavia Praga, semifinalista in Coppa Uefa nel 1995-96, che ha vinto lo spareggio con il Cluj e nel 2007-08 ha chiuso il girone al terzo posto. I cechi hanno comunque raggiunto i quarti in Europa League l’anno scorso: era la prima volta che si spingevano così avanti in una competizione europea dal 1999-00 in Coppa Uefa. Allora lo Slavia venne eliminato dal Leeds: il 2-1 in casa non bastò, infatti, a cancellare lo 0-3 di Elland Road.