I Diavoli avrebbero perso la cattiveria. Sembrano lontani i tempi in cui Galliani, durante le sessioni di calciomercato, si aggirava per l’Ata Executive di Milano in cerca del colpo dell’ultim’ora. In grado di far impazzire i tifosi di gioia: Ronaldinho, Rivaldo, Ronaldo. Solo per citarne alcuni. Il tempo passa e quel che pare remoto in realtà e soltanto passato recente. Ora Galliani è al Monza e il Milan è in mano a Boban, Massara e Maldini.
Non sono più i rossoneri di un tempo, attualmente in Via Aldo Rossi si vuol tornare a vincere ma con una filosofia diversa: meno top player e più giovani promesse. Infatti, a Casa Milan, ultimamente preferiscono il talento al blasone di un nome. A dirla tutta, nomi importanti sono stati fatti – in quest’estate di mercato – ma forse è mancato il giusto appeal per farli approdare al cospetto della Madonnina.
Se la sponda nerazzurra, infatti, comprava Lukaku, Sensi, Barella; annusava Dzeko, Kolarov e accarezzava il sogno De Rossi per poi ripiegare su Biraghi, Godin e Sanchez, quella rossonera si è dovuta accontentare di Duarte, Bennacer, Theo Hernandez, Krunic, Rebic e Leao. Nessun nome altisonante, ma giocatori in prospettiva.
Il dato allarmante, tuttavia, dalle parti di Milanello, sono gli affari sfumati: il grande sogno doveva essere Luka Modric, trasformatosi poi nella più grande illusione di mezza estate, per poi passare a Correa. L’attaccante dell’Atletico Madrid, promesso sposo al Milan, è diventato come una stella cadente la notte di San Lorenzo: doveva arrivare ma nessuno l’ha visto. Questione di soldi e mancati accordi. Stesso dicasi per Lovren, Kabak, Veretout e Ceballos. Pezzi pregiati lasciati andare altrove per mancanza di intesa. L’ultimo due di picche, in ordine di tempo, è quello di Taison: attaccante in forza allo Shakhtar, i rossoneri hanno fatto due proposte rimanendo a bocca asciutta. Per non parlare poi di Torreira, Praet e Demiral, con quest’ultimo approdato alla Juventus che non ha voluto sentire ragioni di cederlo. Malgrado la mancata compravendita di Rugani, che sembrava diretto a Roma (sponda giallorossa).
Insomma, l’estate rossonera non è stata rigenerante, né tantomeno divertente: non è arrivato il colpo a sorpresa, anzi i colpi sono presi ai tifosi ogni qualvolta una cessione saltava. Voleva dire che non c’era il cash sufficiente per arrivare a qualcun altro. È stato, dunque, un mercato di rimessa ma senza rimetterci. Ora bisognerà capire se sarà stata una strategia vincente oppure no, l’ultima parola spetta al giudice più severo: il campo.
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