Dopo tre mesi di un’incredibile ed infinita telenovela, Mauro Icardi si è trasferito al Paris Saint–Germain all’ultimo respiro: l’ufficialità infatti è arrivata dopo le 22:00, orario in cui è terminato il calciomercato in Italia. Annuncio sui social e subito il primo post dell’attaccante con la sua nuova divisa. Più tardi è arrivato anche il saluto (o meglio, arrivederci) all’Inter.
Icardi ha pubblicato nelle Stories una foto con se stesso appena arrivato in nerazzurro abbracciato a quello odierno. Sopra i numeri collezionati e conquistati con l’Inter: 219 presenze, 124 gol e 39 assist. In fondo, un arrivederci, appunto. In molti hanno visto in questo post una frecciatina al club, in particolare alla dirigenza e a quella parte di tifoseria che non ne poteva più. Un modo, il suo, per ricordare che in questi anni qualcosa di buono in campo l’ha fatta…
Nella valutazione di un calciatore, però, soprattutto in tempi moderni, non basta soltanto ciò che fa in campo. Non è passato inosservato quanto successo lo scorso anno, subito dopo la decisione della società di togliergli la fascia da capitano: il finto infortunio al ginocchio, la continua influenza di sua moglie–agente nello spogliatoio nerazzurro e quell’ostinazione a contrastare le volontà di allenatore, dirigenza e tifosi.
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