Fiorentina e Juventus. Una rivalita tra le più forti del calcio italiano. Ma quando nacque? Probabilmente nella stagione 1981-82, quando la Fiorentina di Picchio De Sisti vide sfumare lo scudetto sul filo di lana e con un gol annullato, a Graziani, proprio all’ultima giornata. Sogno infranto, con il tricolore che finì nelle mani, o meglio sul petto, della Juventus. Fu lì l’inizio di un’accesa rivalità, che ogni anno si ravviva quando le due squadre si incrociano. Antonello Cuccureddu fu protagonista di quella avventura, ma non da calciatore qualsiasi. Era in quella Fiorentina, che con Graziani, Antognoni (che si infortunò), Pecci e un giovane Vierchowod, rappresentava il nuovo corso del calcio italiano. E Antonello Cuccureddu stava per vincere a Firenze uno scudetto da “juventino”: lui che proprio in quella stagione arrivò in viola, salutando la squadra bianconera. Lui, juventino dichiarato, fece il passo inverso. Inconsueto a pensarci oggi. E guardando alla prossima sfida di campionato, Antonello Cuccureddu è stato contattato dalla redazione di CalcioToday.it per rivivere quegli anni, guardando anche al presente.

Cuccureddu, ci racconta il suo passaggio dalla Juventus alla Fiorentina?

“Ero alla Juve da 12 anni. Sono sempre stato juventino e volevo chiudere la carriera in bianconero. Era periodo di calciomercato e seppi che la società stava imbastendo un grosso affare con la Fiorentina, inserendo più giocatori come contropartita. Non fui coinvolto, ma seguivo la situazione. Quando il presidente mi chiamò e mi disse che nell’affare dovevo rientrare io rimasi spiazzato. Sinceramente, non volevo lasciare la Juventus. Anche perché io ero stato inserito nell’affare all’ultimo momento. Insomma, restai deluso: ma decidono sempre i presidenti. E noi calciatori non potevamo che accettare”.

E poi?

“Poi ho trascorso tre anni bellissimi a Firenze. Sono sempre stato onesto, e non nego che sarei rimasto volentieri alla Juve, ma perché volevo chiudere lì la carriera dopo 12 anni. Ma non posso dire di essermi pentito di essere andato alla Fiorentina, anzi. Sono stati anni bellissimi, ho tantissimi amici e sono felice di aver fatto quest’esperienza. Stavamo anche per vincere lo scudetto…”

Un percorso inverso che oggi farebbero in pochi…

“Come ho detto, ero titubante anche io. Oggi consiglierei a ogni giocatore di andare a Firenze e vestire quella maglia. Ne vale la pena”.

Come ha vissuto la famosa rivalità?

“Ma quale? Quando arrivai mica c’era… è nata proprio quando ho vestito io la maglia della Fiorentina. Non dico che c’entro qualcosa, ma quella stagione, 1981/82, poteva segnare la storia della Fiorentina. Lottammo per lo scudetto fino all’ultima giornata. Loro col Catanzaro, noi a Cagliari. Non ci siamo riusciti per pochissimo. La città era pazza di passione, fu una delusione enorme. Un gol annullato a Graziani, se ne parlò per anni. Purtroppo lo scudetto lo vinse la Juventus. Ma quanto mi sarebbe piaciuto conquistarlo con la Fiorentina… non lo nego. Anche se sono juventino”.

 

ritaglio di giornale del maggio 1982

ritaglio di giornale del maggio 1982

 

La Fiorentina oggi, come la vede? Le piace Commisso?

“Tutti dicono che ha portato entusiasmo, ma quello non è mai mancato. Il pubblico di Firenze è fantastico, passionale. Sta vicino alla squadra. Sicuramente segna un nuovo corso, porta nuove risorse in società. Ma la squadra era buona anche prima, lo è anche adesso. E’ migliorata. La Fiorentina è un’avversaria difficile da affrontare. Anche per la Juventus”.

E la Juventus, invece?

“È la più forte, non c’è niente da fare. Sono loro più avanti, sono gli avversari da battere. Ma attenzione alla Fiorentina, non sarà semplice per nessuno”.

Sarri è l’uomo giusto? Anche per puntare alla Champions?

“Perché no? Ha dimostrato le sue capacità. Col Napoli soprattutto, ha dimostrato che tipo di calcio sa fare. L’esperienza in Inghilterra è stata positiva, ha vinto un trofeo importante. E poi gli allenatori la Juventus se li cresce in casa, li “costruisce”, per così dire. Sarri sa il fatto suo, può fare bene anche in Europa. Parliamo della scuola italiana, invidiata nel mondo. Di meglio c’era solo Guardiola. La Juventus ha fatto una scelta precisa. E poi lo spartito è sempre quello, ma cambiano gli interpreti: la Juventus su questo è tra le prime in assoluto”.

E questa Fiorentina-Juventus che sta arrivando… come la vede?

“Partita aperta, può succedere di tutto. Entrambe le squadre hanno segnato tanto, ma hanno anche incassato gol. Sono curioso, la vedrò con piacere, mi aspetto un’altra partita divertente come quelle che abbiamo visto nelle prime due giornate”.

E per chi farà il tifo?

“Ho detto che sono juventino… ma la Fiorentina è speciale per me, sarei contento anche se facesse risultato. Sarà una gara particolare: diciamo che mi aspetto una tripla ma il mio pronostico è per una X con un pochino di “2”…”

 

Antonello Cuccureddu, Daniel Bertoni ed Eraldo Pecci

Antonello Cuccureddu, Daniel Bertoni ed Eraldo Pecci