Un ricordo prende forza quando l’attesa si allunga. E nasconde allo sguardo porzioni di cielo sempre più estese. Maurizio Sarri, a un mese dal battesimo in famiglia a Villar Perosa, debutta finalmente sulla panchina della Juve, per cambiare verso e colore alle sue impressioni di settembre. Nel bianco che abbraccia il nero, Sarri ricomincia da Firenze, lì dove un anno e mezzo fa ha visto il suo Napoli perdere uno scudetto in albergo e cederlo di fatto alla Juve.

Sarri, il debuttante più anziano

A sessant’anni e otto mesi, Sarri supera anche Del Neri e Capello e diventa il più anziano di sempre a esordire sulla panchina della squadra più amata e odiata d’Italia. Le prime volte non sempre hanno arriso al tecnico toscano che lasciò l’Avellino dopo una sconfitta al primo match e perse anche la prima da allenatore del Napoli, contro il Sassuolo nel 2015.

Positivo invece il bilancio complessivo contro la Fiorentina. Tre le vittorie: 2-1 nel 2015 (gran gol di Kalinic vanificato dalle reti gol di Insigne e Higuain), 1-0 nei quarti di Coppa Italia nel gennaio 2017 e 4-1 al San Paolo nel maggio successivo. Quattro i pareggi, compreso lo spettacolare 3-3 prenatalizio al Franchi del 2016, con reti di Insigne e Mertens, ritorno dei viola con doppietta di Bernardeschi e capolavoro di Zarate prima del rigore nel finale di Gabbiadini. Lo 0-3 del 29 aprile 2018 è la sua seconda sconfitta contro i viola, dopo il 2-3 del maggio 2015 ai tempi dell’Empoli.

Torna Cristiano Ronaldo

Torna anche Cristiano Ronaldo, che ha ottenuto un giorno in più di permesso dopo la quaterna con il Portogallo. “Sono felice di aver realizzato il mio secondo poker con la maglia della Nazionale. Un’altra vittoria verso il nostro obiettivo”, ha commentato sulle sue pagine social Cristiano Ronaldo, che ha incassato i complimenti via social anche della Juventus. I bianconeri ora si aspetta altre prodezze in campionato, dove i bianconeri sono ancora alla ricerca della quadratura del cerchio.

Sarri dovrebbe confermare il tridente d’attacco con Higuain e Douglas Costa insieme a Cristiano Ronaldo. Il brasiliano può diventare il vero colpo dell’estate per Sarri. Un giocatore che già Guardiola nel 2015 riteneva potesse diventare uno dei migliori esterni offensivi al mondo. Il suo calcio è più istintivo che associativo, la possibilità di mantenere un’identità tattica e una posizione più precisa rispetto all’ultima fase della gestione Allegri, lo rende un atout che negli ultimi trenta metri potrà fornire un ulteriore vantaggio competitivo quando, con una migliore condizione atletica, la Juve riuscirà ad applicare il calcio sarriano in maniera più compiuta e completa.

La sfida contro la Fiorentina di Chiesa, obiettivo bianconero del mercato estivo, e di Ribéry potrebbe rappresentare l’esordio ufficiale da mezzala di Rabiot, uno dei più positivi nel tour amichevole dell’estate. Intanto, migliora anche Ramsey, ormai recuperato e pronto a giocarsi un posto da titolare con Khedira.

Sarri, la prima prova

Sarà una prova non banale per Sarri. La Fiorentina, nella configurazione di Montella che sta togliendo Chiesa dall’area per liberarlo negli spazi di mezzo e si sta affidando a Boateng come attaccante di movimento, potrebbe mettere la Juve di fronte a un test di tenuta sulle fasce e tra le linee alle spalle del centrocampo. E sarà importante il contributo in fase di copertura delle ali e delle mezzali, per non rischiare di squilibrare troppo l’assetto della squadra nelle transizioni, considerato che già la compresenza a sinistra di Alex Sandro e Cristiano Ronaldo richiedono adattamenti precisi e continui sul lato debole.

Atletico, questione di “huevos”

In Champions League, poi, al debutto sarà di nuovo Cristiano Ronaldo contro Simeone. Il portoghese, al momento del sorteggio, si è augurato che in Spagna non ci siano le provocazioni dell’andata dell’ottavo di Champions League. È la famosa sfida degli “huevos” mostrati da Simeone nell’esultanza pelvica di unione viscerale con il pubblico dei Colchoneros. Gesto poi replicato da Cristiano Ronaldo dopo la tripletta (25 gol in 31 partite il suo bilancio contro l’Atletico) e la rimonta completata allo Juventus Stadium. In quell’occasione, scriverà As nel titolo di prima pagina, è diventato per una sera “il re della Champions”.

Proprio contro l’Atletico, nell’International Champions Cup, la Juve ha mostrato i primi evidenti segni di calcio sarriano in termini di mentalità e circolazione del pallone, pur bilanciati da una difesa ancora da rivedere. È anche la partita che ha ulteriormente confermato come Joao Felix fosse più di un investimento azzardato o eccessivo.

I Colchoneros si preparano alla sfida con il lungo messaggio motivazionale del vice allenatore German Burgos su Instagram. “Noi prepariamo finali, non partite! Quando un giocatore capisce questo messaggio è molto più vicino al raggiungimento degli obiettivi.” ha scritto. “Bisogna dare la vita per i propri compagni e portarli al successo!”. Una sfida tra ragione e passione, il primo ponte del nuovo Sarri verso una nuova dimensione europea.