VAR, come funziona e quando interviene la moviola in campo

VAR, come funziona e quando interviene la moviola in campo
VAR, come funziona e quando interviene la moviola in campo

Doveva essere lo strumento che avrebbe dovuto garantire maggiore trasparenza. Con l’uso del VAR, si diceva, il margine d’errore del direttore di gara si sarebbe ridotto drasticamente. In parte è vero. I dati, d’altronde, ci dicono questo. Ma chi credeva che non ci sarebbero stati più episodi dubbi, si sbagliava di grosso. Il primo anno di VAR in Serie A è stato piuttosto positivo. Su 2023 interventi del Video Assistant Referees, sono state 117 le correzioni arbitrali (il 5,78%) e solo 18 gli errori (0,89%) commessi.

I dati del Report reso noto dalla Lega Calcio Serie A, inoltre, hanno dimostrato che, al contrario delle aspettative, l’utilizzo della tecnologia in campo non ha influito in maniera eccessiva sulla fluidità di gioco. Se escludiamo le prime tre giornate della stagione 2017/18 (durante le quali il tempo medio della decisione si aggirava attorno a 1’22”), si nota che, in media, il direttore di gara ha impiegato soli 31,5” per risolvere situazioni controverse. Anche il tempo medio della Overrule (ovvero il tempo trascorso per correggere la propria decisione in seguito alla consultazione del VAR), è stato solo di 1’22”. Anche la durata media delle partite non ne è ha risentito poi così tanto. Confrontando i dati del 2016 con quelli del 2017, infatti, si nota che si è passati dai 50’30” del 2016 ai 51’13” del 2017 (una differenza di appena 43”).

L’anno scorso invece, si sono registrati 1984 interventi (dati alla 30.a giornata di Serie A). Il numero delle correzioni è stato pari a 98 (il 4,49%). Rispetto all’anno precedente (5,65%), dunque, c’è stato un calo. Sono stati 18, invece, gli errori commessi nonostante l’intervento del Video Assistant Referees (il 0,91% contro l’1,02% dello scorso anno -dati riferiti sempre alla 30^ giornata-). Sono incrementati, però, i cartellini gialli (1164 del 2016/17, contro i 1388 del 2018/19), nonché gli ammoniti per proteste. Le simulazioni sono diminuite (14, contro le 16 della stagione precedente), ma sono aumentate le sanzioni per comportamento antisportivo (da 83 a 118). Si sono ridotte anche le espulsioni (68 del 2016/17, contro le 61 del 2018/19), ma sono incrementate quelle per proteste (9 contro una del 2016/17 -stesso dato dell’ultimo anno prima dell’introduzione del VAR).

VAR, episodi e decisioni oggetto di revisione

Ora è arrivato il momento di analizzare più da vicino quali siano i principi del VAR, come opera e soprattutto quando è necessario il suo intervento.

Come riportato dal ‘Regolamento del Giuoco del Calcio’, il VAR è un ufficiale di gara il quale ha un accesso indipendente ai filmati della partita, e che può intervenire solo in caso di ‘grave ed evidente errore’, nonché in caso di ‘grave episodio non visto’. Si ma, il VAR può intervenire per qualsiasi episodio dubbio? No. Come specificato dal ‘Protocollo VAR’, infatti, il direttore di gara può avvalersi della moviola in campo solo in determinate circostanze:

1. RETE SEGNATA/NON SEGNATA
• infrazione della squadra attaccante nel costruire l’azione che ha portato alla
segnatura o nel segnare la rete (fallo di mano, fallo, fuorigioco, ecc.)
• pallone non in gioco prima della segnatura
• decisione sul gol / non gol
• infrazione del portiere e/o del calciatore che esegue un calcio di rigore o ingresso
in area prima dell’esecuzione di un calcio di rigore da parte di un attaccante o
difensore che viene poi direttamente coinvolto nel gioco se il pallone rimbalza da
palo, traversa o portiere

2. CALCIO DI RIGORE/NON CALCIO DI RIGORE
• infrazione della squadra attaccante nel costruire l’azione che si conclude con
l’episodio del calcio di rigore (fallo di mano, fallo, fuorigioco, ecc.)
• pallone non in gioco prima dell’episodio
• posizione dell’infrazione (all’interno o all’esterno dell’area di rigore)
• calcio di rigore erroneamente assegnato
• infrazione da calcio di rigore non sanzionata

3. ESPULSIONE DIRETTA (NO SECONDA AMMONIZIONE)
• DOGSO (in particolare il punto dell’infrazione e la posizione degli altri calciatori)
• grave fallo di gioco (o contrasto imprudente)
• condotta violenta, mordere o sputare
• usare gesti offensivi e/o ingiuriosi

4. SCAMBIO D’IDENTITÀ (NON SECONDO CARTELLINO GIALLO)
Se l’arbitro sanziona un’infrazione e poi ammonisce / espelle il calciatore sbagliato,
l’identità del reo può essere riesaminata; l’infrazione in sé non può essere oggetto
di revisione a meno che non si riferisca a un rete, un episodio da calcio di rigore o
un cartellino rosso “diretto”

L’intervento del Video Assistant Refeeres è ammesso solo dopo che l’arbitro ha preso una decisione sull’episodio controverso. Questo significa che l’ufficiale di gara, così come i suoi assistenti, devono operare come se la tecnologia non ci fosse. L’unica eccezione ammessa è nel caso in cui all’arbitro sfugga un grave episodio. In questa circostanza, sì, è permesso l’intervento del VAR anche senza una preventiva presa di posizione delL’ufficiale di gara.

VAR, a chi spetta la decisione finale?

La decisione finale spetta all’arbitro. Il VAR deve essere considerato come uno strumento di supporto. È sempre il direttore di gara, dunque, ad avere l’ultima parola. Il provvedimento può essere adottato dopo aver consultato personalmente il filmato, con l’ausilio dello schermo presente a bordo campo (On Field Review), oppure in base alle informazioni ricevute dalla sala VAR. Un altro spetto controverso è il seguente: perché gli assistenti (o l’arbitro stesso nel caso in cui si tratti di un’infrazione di gioco) ritardano la loro segnalazione, interrompendo il match solo dopo che l’azione è giunta al termine? Ciò solitamente avviene quando si è di fronte ad una ‘una situazione di attacco molto chiara quando un calciatore sta per segnare una rete o corre indisturbato dentro / verso l’area di rigore avversaria’. Per evitare di compromettere l’azione con una decisione dubbia, il direttore di gara/gli assistenti devono lasciar correre il gioco e segnalare eventuali irregolarità solo dopo che l’azione sia giunta al termine. In seguito, sarà l’arbitro, con l’ausilio del VAR, a verificare se la segnalazione debba essere considerata corretta, oppure no.

Altra questione interessante riguarda la durata della revisione. All’inizio, infatti, uno dei principali dubbi verteva proprio sulle conseguenze negative che il VAR avrebbe potuto comportare sulla durata della partita. Come dimostrato dai dati sopra riportati, però, i timori sono risultati infondati. Anche se da regolamento non è previsto alcun limite di tempo per la revisione di un’azione controversa, in media, la durata della revisione è pari a 1’22”.

Come opera il Video Assistant Referees

Il VAR controlla automaticamente ogni episodio dubbio che riguardi una ‘decisione / episodio di possibile o effettiva rete, calcio di rigore o espulsione diretta, o un caso di scambio d’identità, utilizzando diversi angoli di ripresa e velocità di riproduzione’.

Il VAR ha la facoltà di rivedere le immagini a velocità normale oppure rallentata. Va da se che per situazioni incerte riguardanti l’esistenza o meno di un  fuorigioco, il punto di contatto dentro o fuori dall’area di rigore e il fallo di mano, gli arbitri in sala VAR dovrebbero servirsi prevalentemente dei replay. Per valutare, invece, l’intensità di un’infrazione o un fallo di mano, gli arbitri dovrebbero riguardare le immagini a velocità normale.

Come detto, il VAR comunica con l’ufficiale di gara solo in presenza di un ‘grave ed evidente errore’, oppure di un ‘grave episodio non visto’. In caso contrario, invece, si verifica quello che comunemente viene chiamato ‘Silent Check’. In presenza delle condizioni suddette, invece, gli arbitri presenti nella sala VAR indicheranno l’errore al direttore di gara e, solo in seguito, questo deciderà se avviare ‘l’On Field Review’ (ovvero la consultazione delle immagini a bordo campo), oppure no.

L’arbitro, poi, una volta ricevuta la comunicazione della sala VAR, avvia la revisione quando:

• il VAR (o un altro ufficiale di gara) raccomanda una “revisione”

• l’arbitro sospetta che qualcosa di grave non sia stato “visto”

• se il gioco è già interrotto, l’arbitro ne ritarda la ripresa

• se il gioco non è ancora interrotto, l’arbitro interrompe il gioco quando il pallone è in una zona / situazione neutra (di solito quando nessuna squadra è impegnata in un’azione d’attacco)

Una volta consultate le immagini sullo schermo presente a bordo campo, l’ufficiale di gara comunicherà la sa decisione facendo il gesto dello ‘schermo TV’.

Allenatore e calciatori possono chiedere l’intervento del VAR?

Come asserito dal ‘Protocollo VAR’ non è consentito né ai calciatori, né agli allenatore chiedere all’arbitro di consultare il ‘Video Assistant Referees’. Nel momento in cui l’arbitro si dirige presso lo schermo presente a bordo campo per rivedere le immagini, nessuno può avvicinarsi, influenzando la sua decisione. Chiunque lo faccia, infatti, verrà ammonito. In caso di accesso nella sala VAR, invece, la sanzione applicabile è l’espulsione.

Leggi anche -> Uefa, presidente Ceferin contro il VAR: “Mai stato un fan. Più tolleranza su fuorigioco”

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