Serie A, Tommasi impone tre regole per la ripresa del campionato

Tommasi, le regole per il rientro della Serie A
Tommasi, le regole per il rientro della Serie A

Damiano Tommasi è tornato a parlare del futuro della Serie A, ancora estremamente incerto a causa dell’emergenza Coronavirus. La pandemia ha obbligato le massime cariche sportive a sospendere campionati e coppe europee e ieri il premier Giuseppe Conte ha ufficialmente negato la possibilità di effettuare qualsiasi tipo di allenamento sportivo di gruppo almeno fino al 13 aprile.

Da settimane il tema più caldo è quello del rientro in campo, con un calendario da riorganizzare a causa del virus. Il presidente della FIGC, Gabriele Gravina, ha dichiarato che il 20 maggio potrebbe rappresentare la data migliore per il ritorno della Serie A, ma non mancano le polemiche.

Serie A, Tommasi: le regole sul rientro in campo

Il presidente dell’Associazione Italiana Calciatori, Damiano Tommasi, ha voluto ribadire il suo punto di vista sulla ripresa dei campionati: “Innanzitutto deve esserci una prospettiva che oggi manca. Al momento le persone devono limitare gli spostamenti, perchè dobbiamo far uscire di casa i calciatori? Per una stagione che non si sa se riprenderà? Non ha senso di tornare in campo per sperare. Anzi, c’è il pericolo di altre positività che blocchino tutto. E bisogna anche capire gli effetti dell’infezione sull’idoneità sportiva. Pepe Reina ha confessato di essersi sentito mancare l’ossigeno per 25 minuti”. 

Damiano Tommasi stabilisce dei paletti per il ritorno della Serie A
Damiano Tommasi stabilisce dei paletti per il ritorno della Serie A

Tommasi ha quindi imposto tre paletti obbligatori per la ripresa dei campionati: “Il 1° riguarda l’emergenza. Deve essere finita e ce lo auguriamo tutti. Come 2° punto dico che se si torna a giocare si deve portare avanti la stagione anche oltre il 30 giugno, perchè mancano ancora tante partite. Scegliere a tavolino promossi e retrocessi è complicato, parliamo di investimenti importanti. Infine il 3° paletto riguarda i viaggi. Lo si deve fare in sicurezza, perchè non è solo questione di allenarsi, ma di muovere 50 persone due volte alla settimana in quella che oggi è zona rossa”. 

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