Inter-Juve, le cinque sfide simbolo della rivalità – VIDEO

Inter-Juve, cinque sfide simbolo della rivalità, dal gol dell’ex Boninsegna alla doppietta di Rummenigge fino al contatto Iuliano-Ronaldo. Fotogrammi di una partita speciale

Inter-Juve non è mai una partita come le altre. Ogni sfida racconta una storia, rispecchia il calcio italiano. Testimonia una rivalità che negli ultimi anni si è spalmata su più livelli, soprattutto dopo il contatto Iuliano-Ronaldo nel 1998 e lo scandalo Calciopoli. Domenica si incontreranno per la 175ma volta in Serie A. La Juve ha vinto 84 degli scontri diretti. Nessuna squadra ha battuto più volte una stessa formazione in Serie A.

Quarantaquattro i pareggi, quarantasei le vittorie dell’Inter, che si è imposta per 2-1 nel primo confronto nella Serie A a girone unico. E’ il 19 marzo 1930, a Torino davanti a Umberto di Savoia e alla principessa Maria José, incanta Meazza che firma il successo insieme a Visentin.

Per Meazza andava matto l’avvocato Peppino Prisco, interista doc che si divertiva ad affermare l’esistenza a Milano di due squadre: l’Inter e la Primavera dell’Inter. La Juventus, oltre al Milan, è il bersaglio delle sue celebri stoccate. Perché la rivalità passa anche per le polemiche. Nell’aprile 1961 la prima, feroce. A Torino, il pubblico invade il campo nel corso di una sfida decisiva per lo scudetto. Gara finita dopo mezz’ora, vittoria a tavolino per i nerazzurri. La Juve presenta appello e lo vince, si deve rigiocare a giugno.

Angelo Moratti protesta contro la decisione. E’ convinto che la carica di Umberto Agnelli, presidente della FIGC e della Juve, abbia avuto un ruolo. Così manda in campo la primavera, che perde 9-1 con sei gol di Omar Sivori. L’unico nerazzurro lo firma un giovane di cui avremmo sentito parlare. E’ Sandro Mazzola, che il 28 aprile 1963 segnerà contro la Juve il gol-partita e darà ai nerazzurri un successo decisivo per il primo scudetto del Mago Herrera.

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Inter-Juve, le cinque sfide da ricordare

Inter-Juve, le cinque sfide da ricordare
Inter-Juve, le cinque sfide da ricordare

Volendo sintetizzare per brevi fotogrammi la storia di una sfida in cui è racchiusa l’evoluzione dell’Italia e del suo calcio, possiamo partite dal 16 gennaio 1977. L’estate precedente, i nerazzurri hanno venduto ai bianconeri Boninsegna in cambio di Anastasi. Alla prima utile, “Bonimba” piazza la doppietta da ex e decide la partita: 2-0 Juve.

I tifosi dell’Inter ricordano un paio di successi per 4-0 a cavallo fra gli anni Settanta e Ottanta. Al Meazza, all’ottava giornata della stagione 1984-85, il poker nerazzurro ha un valore aggiunto. Contro i bianconeri allenati da Trapattoni, senza Boniek ma con Platini e Paolo Rossi davanti, l’Inter di Castagner completa una partita da applausi. Gioisce anche il neo presidente Ernesto Pellegrini, che avrebbe poi chiamato proprio il Trap in panchina, condottiero nella stagione dello scudetto dei record 1989.

Nell’estate del 1984, Pellegrini ha acquistato dal Bayern Monaco Karl-Heinz Rummenigge, due volte pallone d’oro. Sceglie proprio quella sfida con la Juve per segnare i suoi primi due gol in Serie A. Si farà amare dai nerazzurri per sempre.

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In questa antologia non può non comparire la sfida di Torino del 26 aprile 1998, il giorno in cui Iuliano, Ronaldo e Ceccarini entrano nella storia del calcio: tutti insieme, senza potersi più slegare nella memoria. L’arbitro di Livorno nega il rigore per il contatto in area fra gli altri due protagonisti, la Juve vince 1-0 con gol di Del Piero e andrà poi a conquistare lo scudetto. Le polemiche non si sono mai spente.

Proprio contro l’Inter, Del Piero ha mostrato per la prima volta l’esultanza con la linguaccia verso i tifosi. E’ il “derby d’Italia” del 12 settembre 2006, la sua memorabile punizione consente ai bianconeri di passare in vantaggio al Meazza. L’esultanza è sfrontata e gioiosa insieme. La Juve avrebbe vinto la partita, con l’aiuto della traversa su punizione di Recoba, e il campionato anche se poi il titolo sarebbe stato revocato come conseguenza di Calciopoli.

Sei anni dopo, si gioca nella nuova casa bianconera, lo Juventus Stadium. Dalla sua inaugurazione fino al 3 novembre 2012, la Juve ha sempre vinto o pareggiato per 49 partite di fila. L’Inter di Stramaccioni impedisce di raggiungere quota 50. Milito e Palacio firmano l’impresa.

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