Europeo in forse: la UEFA studia un “piano Bolla” in Germania

Dalla UEFA non ci sono dichiarazioni ufficiali ma la pandemia preoccupa anche in vista del prossimo Europeo di calcio, e si studiano alternative

La pandemia non migliora. Non quanto dovremmo sperare per pensare di avere un’estate normale. E se da una parte si parla di Olimpiadi in forse, forse addirittura da annullare o quantomeno da rinviare ulteriormente, molte preoccupazioni riguardano anche l’imminente Europeo.

Il format dell’Europeo

La formula dell’Europeo voluto dal presidente UEFA Ceferin era molto ambiziosa. Si trattava di concretizzare uno dei concetti chiave con cui il numero uno della federazione continentale si era presentato vincendo, le elezioni. Accontentare il pubblico, riavvicinare il calcio alla base. Dunque non più un Europeo suddiviso tra due o addirittura quattro paesi ma un’edizione itinerante. Dodici stadi in altrettanti paesi, tra i quali l’Olimpico di Roma per convincere quante più persone ad andare allo stadio e prendere parte alla festa.

In realtà, dietro un format di questo tipo, non c’erano soltanto interessi di carattere “politico” ma anche economico. Gli sponsor avrebbero fatto carte false per aggiudicarsi un fenomeno così diffuso. E poi più spazi televisivi. Oltre al coinvolgimento di paesi emergenti, come ad esempio l’Azerbaigian. Che hanno a disposizione tanti soldi e che stanno investendo moltissimo sul calcio internazionale. Paesi che difficilmente avrebbero potuto vedere un’edizione dell’europeo in casa propria. Ma tutto questo era stato pensato molto prima della pandemia. Il coronavirus ha cambiato tutto.

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Il ‘Piano Bolla’

Quello che si percepisce dai corridoi di Nyon è che la UEFA ha messo al lavoro un pool di esperti su quelle che possono essere delle potenziali alternative all’attuale format. L’unica alternativa possibile, al momento, è quella che prevede una bolla, o comunque un’edizione considerevolmente ridotta per numero di spettatori e di addetti ai lavori. La partecipazione di 24 squadre è imponente e l’organizzazione, purtroppo, prevede uno sforzo che non tutti i paesi sono economicamente e logisticamente in grado di affrontare.

La UEFA avrebbe iniziato una serie di sondaggi trovando disponibilità di Francia, Inghilterra, ma soprattutto Germania. Qui gli stadi sono praticamente tutti già pronti e la fattibilità di un torneo che prevede 24 squadre partecipanti suddivisi in sei gironi per un totale di 51 partite, è possibile. Anche se non si tratta di uno sforzo da poco. Soprattutto in un momento così.

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Bisogna decidere

In attesa che si prenda una decisione, che presumibilmente dovrebbe diventare definitiva entro aprile (in un senso o nell’altro), l’Europeo rimane un altro di quegli eventi sportivi stregati che resta incollato alla pandemia e al suo andamento. Una cosa è certa: se i numeri della pandemia restano quelli di oggi, l’Europeo così come è stato ragionato con il format itinerante in dodici stadi altrettanti paesi, è assolutamente impensabile.

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