Una delle ultime foto dei tifosi dell'Hellas prima della pandemia (Getty Images)
La partita tra Verona e Napoli è un classico della Serie A, una sfida che ravviva una rivalità molto sentita fin dagli anni ‘90
La partita tra Verona e Napoli riporta d’attualità sfide leggendarie a suon di striscioni tra le due tifoserie. É un’occasione per stemperare le solite derive razziste che compaiono quando alcune partite classiche diventano occasione di vanto per i soliti idioti.
La rivalità tra Hellas e Napoli nasce alla fine degli anni’80, quando la squadra di Verona era allenata dal grande Osvaldo Bagnoli. A Napoli c’era Maradona e la sfida era davvero di altissimo livello. Per altro fu proprio a Verona che il Napoli di Maradona incassò una delle sue prime pesanti sconfitte. La squadra di Garella, Tricella, Briegel ed Elkjaer rifilò un secco 3-1 al Napoli. Era l’esordio del Pibe in Serie A. Qualche settimana dopo Elkjaer, uno che mangiava pane e petardi alla mattina, avrebbe segnato un gol senza scarpa alla Juventus. E il Verona vinse con pieno merito il suo primo e unico titolo nazionale.
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A Verona con i cori ci andavano pesantini. Inutile ricordarne il testo. I tifosi del Napoli risposero con un’ironia meravigliosa. Al Bentegodi la partita è molto tesa: il Napoli vince e c’è molta tensione. Al San Paolo nel girone di ritorno, in una curva B costellata di banane gialle gonfiabili, compare uno striscione diviso in due parti. La prima dice “Giulietta è ‘na Zoccola”. La seconda sentenzia “Romeo è cornuto”.
Quel ‘Giulietta è una zoccola’ fece il giro del mondo e diventò un tormentone anche al cinema. Fu anche il titolo di un libro, scritto molto prima delle rubriche di Militello sugli striscioni, che raccoglieva tutti i cartelli più geniali e ironici del calcio italiano.
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Potevano i veronesi lasciare cadere la cosa? No… ma stavolta anche loro usarono l’ironia: “Siete tutti figli di Giulietta” scrissero nella curva dell’Hellas. Un modo come un altro per ammettere che la chiave di lettura dei tifosi del Napoli era stata comunque geniale, e meritava rispetto.
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