Beppe Signori non truccò Piacenza-Padova: “Assolto in pieno”

Beppe Signori fu accusato di aver truccato la partita tra Piacenza e Padova: oggi il verdetto definitivo e la fine di un incubo. 

Beppe Signori non truccò Piacenza-Padova: "Assolto in pieno"
Beppe Signori non truccò Piacenza-Padova: “Assolto in pieno”

L’ex attaccante di Foggia, Lazio e Bologna può finalmente voltare pagina. Beppe Signori per troppo tempo è stato al centro delle polemiche del Calcioscommesse, precisamente dal 2011. Sono passati 10 anni da quelle indagini, e ora si è fatta luce su quanto accaduto.

Il bomber degli anni ’90 era stato accusato di aver truccato il risultato della gara tra Piacenza e Padova del 2 ottobre 2010, attraverso finanziamenti provenienti dal gruppo singaporiano. Quest’oggi, il Tribunale di Piacenza ha emesso il verdetto definitivo che fa finalmente gioire l’ex calciatore.

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Beppe Signori assolto dalle accuse: “Fatta Giustizia parziale”

Beppe signori reato prescritto
Beppe Signori (GettyImages)

Quest’oggi 23 febbraio, il giudice del Tribunale di Piacenza ha assolto in pieno Giuseppe Signori dalle accuse. L’ex centravanti della Nazionale italiana ha sempre sostenuto la sua innocenza e la giustizia l’ha finalmente dimostrato.

Convinto di poter vincere la causa, Signori aveva rinunciato alla prescrizione per fare luce sulle gravi e diffamatorie accuse sul suo conto. Ora che è completamente assolto, Beppe ha rilasciato le sue prime parole: “E’ finita! Io e il mio legale non avevamo dubbi sulla mia innocienza. Finalmente in qualche modo sono stato ripagato. E’ stata fatta una giustizia parziale perché nessuno mi restituirà gli anni che ho vissuto in questo stato – e prosegue – Per me è una rivincita e speriamo che sia la prima di una lunga serie. Io ho fatto tutto questo per essere riabilitato a livello sportivo“.

Infatti, l’ex calciatore a causa di queste indagini, fu radiato da ogni categoria sportiva. Dimostrando la sua totale estraneità dai fatti, potrà finalmente essere riabilitato, come lui stesso ha dichiarato.

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