Girelli può essere l’arma in più dell’Italia agli Europei: il segreto dell’attaccante è nelle punizioni e nello smalto.
Cristiana Girelli: un nome, una garanzia. Attaccante, di quelle che riescono a ribaltare le partite con un colpo di genio. In gergo si definiscono fuoriclasse talenti del genere, ma lei preferisce volare basso. Anche se i numeri, che attraversano la sua carriera come una cartina tornasole, dicono il contrario: 9 Scudetti, 7 Coppa Italia e 10 Supercoppe Italiane, con più di 200 gol all’attivo in Serie A. Un Curriculum Vitae di tutto rispetto, proprio come quello che lei ha costruito in tanti anni di attività.
Ora che il calcio femminile è diventato anche in Italia di stampo professionistico, la Girelli può essere definita fiore all’occhiello di un movimento. Anche le colleghe non sono da meno, ma il 10 azzurro è una tipa catalizzante: riesce a far appassionare, con le sue giocate, anche i cosiddetti tifosi occasionali. Un vero e proprio esempio, quasi una guida: Milena Bertolini si affida a lei stasera in una gara importante che potrebbe segnare l’inizio di un cammino particolare. Mettiamo anche che Italia-Francia non sarà mai una sfida come le altre, per storia, sviluppo ed evoluzione.
Anche le azzurre sono cresciute: evoluzione nel vero senso del termine, l’appuntamento con le colleghe francesi può essere l’inizio di qualcosa davvero importante. Significativo perché in grado di tracciare il cammino e le aspettative di un gruppo. Veniamo al campo: la Girelli gioca in avanti, ma volendo è anche in grado di impostare. Ha un piede davvero educato e letale.
Viene dal Brescia, quindi uno dei suoi esempi non può che essere Andrea Pirlo: uno che al Brescia è cresciuto per poi andare a Milan e Juventus. La Girelli vede, imita e conquista: la “maledetta” – punizione dell’ex centrocampista – diventa un marchio di fabbrica anche per la collega che sotto porta non guarda in faccia nessuno. Le compagne di squadra parlano senza remore di “zona Girelli”.
Solitamente vicino al finale di gara, l’attaccante è solita sfoderare un colpo dei suoi: punizione o azione non fa differenza, l’importante è gonfiare la rete. Questione di talento, ma anche di scaramanzia: l’attaccante, infatti, ha un rito propiziatorio. Prima di ogni partita importante, si mette lo smalto alle unghie. Rigorosamente azzurro. Speriamo che anche stasera possa essere utile, magari con qualche mano in più. Al resto ci pesano i piedi, ma bisogna avere anche la testa. Quel che si dice visione d’insieme.
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