In Ucraina è pronto a ripartire il campionato: le condizioni, però, saranno al limite del surreale a causa della guerra.
Sono passati oramai sei mesi dal giorno in cui la Russia ha avviato una operazione militare in Ucraina. Una scelta che ha portato alla resistenza del popolo ucraino ed ha lasciato dietro di sé un’enorme scia di morti, rivoluzionando le vite di milioni di persone. E tra di questi, ovviamente, ci sono anche coloro che di calcio e con il calcio, in Ucraina, vivevano.
Ogni competizione, d’altronde, è stata sospesa. Basti pensare alla storia di Roberto De Zerbi, diventato allenatore dello Shakhtar Donetsk proprio all’inizio della stagione scorsa. A causa delle condizioni difficilissime, però, il tecnico ex Sassuolo ha deciso di lasciare l’incarico lo scorso 6 luglio. Tra pochi giorni, però, il calcio in Ucraina ripartirà per davvero, anche se il contesto renderà davvero difficile la vita a tutti.
Il 23 agosto, alle ore 12, il calcio ucraino potrà sorridere, almeno in parte. Si giocherà il campionato, ed a Kiev lo Shakhtar Donetsk affronterà il Metalist, in una partita che promette emozioni da tantissimi punti di vista. La voglia di normalità, infatti, è tantissima, anche se questa è effettivamente ancora lontana.
Lo dimostrano le regole di sicurezza studiate per i match tra le squadre nei vari stadi. Durante le partite, effettivamente, non potranno esserci i tifosi. Ogni impianto, poi, dovrà essere dotato di un rifugio antiaereo. E se ci sarà un attacco, tutti dovranno ovviamente correre al riparo interrompendo la partita. Per questo motivo, tutto si svolgerà con tantissime incognite, a partire dallo stato d’animo dei giocatori, con l’ansia di una situazione precaria ed il timore per la propria vita.
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