Il massimo risultato con il minimo risultato: la sorprendente Atalanta è ancora capolista. La “Dea” cambia pelle ma non soffre di vertigini
Tra le qualità che fanno grande un allenatore figura anche l’umiltà di modulare il proprio credo tattico in funzione del materiale umano che ha a disposizione. Una prova lampante di tale asserzione la fornisce Gian Paolo Gasperini, tecnico dell’Atalanta che, a dispetto dei pronostici e delle varie griglie alla vigilia della stagione, continua a veleggiare in testa alla classifica.
Un altro risultato con il minimo scarto, 1-0, ai danni della Fiorentina, consente agli orobici di raggiungere in vetta alla classifica di Serie A il Napoli di Luciano Spalletti. E’ ormai una costante in questo inizio di campionato per gli atalantini: un tiro, un gol, è successo anche in occasione del blitz degli orobici in casa della Roma di Mourinho.
Dunque, la “Dea” ha cambiato pelle. Da spregiudicata, al punto tale da voler comandare sempre il gioco, a guardinga e arroccata in difesa tanto da concedersi solo qualche sortita in avanti in contropiede. La quintessenza del tanto vituperato gioco all’italiana. Eppure, finora i risultati stanno danno ragione al demiurgo, Gian Piero Gasperini, della metamorfosi tattica della “Dea”. E finché si vince, anche senza rubare l’occhio, va bene tutto, anche abiurare la propria filosofia di gioco.
Gongola, dunque, il tecnico orobico che così ha commento l’1-0 alla Fiorentina che consente alla “Dea” di continuare a guardare, insieme al Napoli, tutti dall’alto: “Questa è una bella vittoria anche sul piano del gioco. Questa squadra è cambiata ed è straordinario lo spirito con cui è stata giocata questa partita. Volevamo vincere a tutti i costi e ci siamo riusciti. Siamo felici di questo momento, vediamo di farlo durare“.
Tuttavia, Gasperini, che ha raggiunto per numero di panchine (299) un mito nerazzurro come l’indimenticato Emiliano Mondonico, alla parola scudetto, in linea con la tradizione scaramantica del calcio italiano, si schermisce: “Emiliano era una persona speciale e aveva un grande amore per l’Atalanta, per me è un onore eguagliarlo. Noi adesso siamo primi e proveremo a difendere questa situazione con i denti perché non era mai successo. Abbiamo margini per migliorare”.
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