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Calciomercato

Walter Sabatini: “Campione svincolato? No grazie, ha un costo di gestione insopportabile”

Il calciomercato non dorme mai. I club sono infatti sempre al lavoro per avvicinare e convincere procuratori e giocatori, in vista della prossima estate quando le trattative prenderanno ufficialmente il via. Ad attirare l’attenzione degli operatori di mercato sono in primis i giocatori con il contratto in scadenza: lo svincolato di turno che – per dirla con un lessico tanto caro al tifoso della strada – “viene via gratis“. Ma quanto è importante per una dirigenza puntare sul parametro zero? Lo abbiamo chiesto a Walter Sabatini, uno dei direttori sportivi più importanti del nostro calcio.

La migliore soluzione per una società è ovviamente il giusto mix tra campioni affermati e giovani da far crescere, anche se i giocatori a parametro zero comportano un costo di gestione insopportabile. Per come sono fatto io, per il mio carattere e la mia mentalità, non ci penserei due volte ad andare a cercare giocatori giovani e con un stipendio equilibrato“.

Svincolato? Un investimento da non fare secondo Sabatini

Il parametro zero, il giocatore a scadenza, può essere utile solo quando un club deve completare la rosa con una scelta mirata – continua Sabatini – In quel caso si cerca magari un giocatore d’esperienza e potenzialità. Un campione che può davvero rinforzare una squadra e aiutare anche tutti gli altri giocatori a crescere di valore nel corso della stagione“.

In Italia, come all’estero, sono molti i giocatori in scadenza che possono far gola alle società del nostro calcio. Il più delle volte, però, questi campioni a parametro zero pretendono ingaggi fuori dalla portata di molti. “I club italiani non si possono permettere questo tipo di investimento – conclude l’ex direttore sportivo di Lazio, Palermo, Roma, Bologna, Sampdoria e Salernitana – perché l’investimento sul salario non ritorna mai indietro. Invece quello relativo al contratto può tornare indietro decuplicato. Io sono sempre per questo tipo di scelta“.

Alberto Pucci

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