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Alan Kardec “El Matador” sogna la Juve: è lui il dopo Trezeguet?
La Juve punta su Alan Kardec de Souza Pereira Junior, o semplicemente Alan Kardec. Ha 20 anni, è il centravanti dell’Internacional di Porto Alegre, ma è di proprietà del Vasco de Gama. Nei mondiali under 20 giocati in Egitto ha segnato quattro gol e ha attirato l’interesse dei più grossi club europei. L’agente del giovane, Rodrigo Pitta, ha confermato la possibilità di uno sbarco a Torino già a gennaio: “C’è un vero interesse della Juve per Kardec – dice Pitta – Per il momento le trattative non sono ufficiali. Con 5 milioni di euro lo possono acquistare”. Kardec è nato nel 1989 a Barra Mansa, città a 120 km da Rio de Janeiro. E’ esploso nell’Internacional, proprio come il milanista Pato. Ma rispetto al milanista Kardec è più prima punta. Fisicamente forte, bravo di testa. E’ un centravanti d’area di rigore, fare a sportellate coi difensori avversari è il suo mestiere. L’unico punto debole è la mancanza di continuità, ma a 20 anni glielo si può concedere. Soprannominato “El Matador”, Alan ha già dato a più riprese l’ok per un trasferimento in Europa. Juve e Vasco devono accordarsi sul prezzo del cartellino. Il dopo Trezeguet è già iniziato.
Juve – Behrami, contatto! Ferrara vuole lo svizzero per la fascia
Ciro Ferrara ha scelto: per la fascia destra della sua nuova Juventus vuole Valon Behrami. Lo riferisce il sito 4-4-2.com, solitamente abbastanza attendibile. Il nazionale svizzero, ex Lazio, ora gioca in Inghilterra, nel West Ham allenato da Gianfranco Zola. E’ reduce da un infortunio che lo ha tenuto sei mesi lontano dal campo, ma si è completamente restabilito. L’incognita è il prezzo del cartellino. Gli inglesi lo hanno pagato 6,5 milioni solo un anno fa, e per farlo partire nella finestra invernale di calciomercato chiedono non meno di 8 milioni di euro. Alessio Secco si è già attivato, Blanc ha dato un ok di massima alla trattativa. Behrami, laterale di corsa ma anche dal piede buono, potrebbe essere la soluzione ideale per una Juve che ha un disperato bisogno di qualità sulle corsie esterne.
Matías Aguirregaray, l’esterno destro uruguagio che piace a Paolo Montero
Ci sono giocatori che sanno fare quasi tutto, e pure bene. Matías Aguirregaray ha vent’anni (è nato nel 1989) e gioca nel Penarol Montevideo. Figlio d’arte (il padre Óscar era un forte difensore dell’Internacional e dell’Uruguay). Gioca sulla fascia destra, difensore o centrocampista, ha un grande dinamismo, sa crossare e dribblare, e ha soprattutto un controllo di palla in corsa e una confidenza da veterano. A volte ha persino giocato da esterno d’attacco. Duttilità da paura.
Sì, Matías Aguirregaray non è un fenomeno, ma è difficile, per non dire impossibile, trovare un terzino più forte di lui in tutto il Sudamerica. Nella selezione under 20 del suo paese è titolare inamovibile, come anche nel mondiale che si sta disputando in questi giorni nel caldo d’Egitto.
Matías è nato a Porto Alegre, in Brasile, quando il padre giocava nel locale International, e un tocco di futebol verdeoro è rimasto nelle sue vene. Sa infatti creare la superiorità numerica e saltare l’uomo con disarmante efficacia. Ma il calcio uruguagio è soprattutto sudore e grinta. Proprio il massimo esponente del calcio albiceleste dell’ultimo ventennio, Paolo Montero, è un ammiratore del ragazzo, e l’ha proposto alla Juventus la scorsa estate. L’affare si poteva chiudere per meno di 5 milioni. Lo vuole anche il Boca Juniors per farlo diventare il successore di Hugo Ibarra (manco a farlo apposta, l’idolo del ragazzo da sempre).
Per ora Aguirregaray continua a macinare chilometri sulla fascia dei gialloneri di Montevideo. Con un cognome più brasiliano sarebbe in Europa già da un pezzo.
Nedved dirigente, la sua carica agonistica potrebbe servire alla Juve?
Non è tranquilla come tutti si aspettavano, in casa Juve, la lunga vigilia della sfida in Champions League contro il Bayern Monaco. Il brutto pari in casa con il Bologna ha preoccupato più per l’involuzione sul piano del gioco che per il risultato. Oggi a sorpresa è arrivato a Vinovo Pavel Nedved. La visita, graditissima nello spogliatoio, non è stata solo un gesto di educazione. Secondo Tuttosport la dirigenza bianconera, Blanc in testa, ha da tempo chiesto a Pavel di entrare a far parte dello staff tecnico della società, lasciando tra l’altro al biondo fenomeno di Cheb la possibilità di scegliere se impegnarsi nel settore giovanile o al fianco della prima squadra. La carica agonistica e la dedizione professionale di Nedved farebbero comodo dappertutto.
Claudio Marchisio: corri ragazzo corri, il futuro è tuo
Claudio Marchisio, nato a Torino e cresciuto nelle giovanili della Juve, si è guadagnato a suon di prestazioni super una maglia da titolare, anche in nazionale. Il gol contro il Livorno è una piccola personale rivincita dopo la clamorosa traversa a tempo scaduto contro il Bordeaux in Champions League. Tanta corsa, contrasti, visione di gioco, inserimenti e un piede morbido che gli permette di esere decisivo quando si trova a tu per tu con il portiere avversario.
Diego Ribas da Cunha, impazzano i paragoni con i grandi del passato
Siamo sinceri, nemmeno il più sfegatato tifoso della Juve si sarebbe aspettato una prova del genere di Diego Ribas da Cunha allo Stadio Olimpico contro la Roma. Due gol da attaccante vero, posizione tra le linee di centrocampo e attacco che ha fatto impazzire De Rossi, destinato alla marcatura del brasiliano.
Ma il numero 28 bianconero ha anche dimostrato di saperci fare in copertura, grazie a un fisico compatto e potente, che gli permette di fare tackle e contrasti da mediano puro. I paragoni impazzano: c’è chi approfittando del nome di battesimo scomoda addirittura Maradona, c’è chi dice Zidane, ma se le videocassette anni ’80 che abbiamo consumato non ci ingannano Diego Ribas da Cunha assomiglia molto a Zico, l’ex numero 10 verdeoro che fece anche una puntatina anche in Italia, all’Udinese.
Quel che è certo è che il popolo juventino non si è esaltato per il fatto di aver vinto a Roma, bensì perchè un giocatore così decisivo, completo, tecnico, autorevole e sicuro delle proprie qualità non lo si vedeva in maglia juventina dai tempi di Zidane. Solo che Zidane ci mise due anni a prendere per mano la squadra e a dimostrare tutto il suo smisurato talento. A Diego sono bastate un paio di partite.
Video primo gol di Diego con la maglia della Juve!
Ecco il primo gol di Diego Ribas da Cunha con la maglia della Juve. Contropiede, difesa della palla, esterno destro sul palo più lontano. La classe non è acqua..