Esce dall’Allianz Stadium con più rimpianti che certezze Carlo Ancelotti. Il suo Napoli riesce a riacciuffare una partita che sembrava persa, grazie a Manolas, Lozano e Di Lorenzo, ma poi la perde per una svista di uno dei suoi uomini migliori. Lo stesso che qualche anno prima era stato decisivo, in senso positivo, serata da dimenticare per Koulibaly e non solo.
L’importante però è rialzarsi nonostante l’amara sconfitta, lo sottolinea più volte Ancelotti nel post gara. Siamo ancora all’inizio e la strada è lunga, certamente serve più lucidità: in modo tale da poter giocare incisivamente tutti i novanta minuti di un confronto, senza soffrire di amnesie o blackout. Le parole del tecnico partenopeo:
Al di là del risultato, com’è il bilancio di questa gara?
Non positivo, un’ora non l’abbiamo fatta bene. Poi l’abbiamo raddrizzata, prestazione non sufficiente. Cambiata la partita perché sul 2-0 la Juventus ha agito più in contropiede e noi abbiamo sfruttato, poi è mancato l’atteggiamento finale. Dobbiamo far meglio.
Cosa è mancato di preciso?
La gestione della partita è stata fatta male, abbiamo concesso alla Juventus di pressarci. Noi mai riusciti ad arrivare in fondo con un passaggio pulito, gli spazi per farlo c’erano. Siamo stati superficiali a tratti, potevamo ottimizzare più azioni.
Qualche sbandamento difensivo, magari…
Sono riusciti a uscire poco, i gol sono nati a difesa piazzata: il problema sono state le marcature poco strette, non siamo riusciti a trovare gli attaccanti nel modo giusto, inoltre.
Come si spiega errori del genere quando avete una coppia di centrali (Manolas-Koulibaly) che è forse la più forte al mondo?
La fase difensiva è un problema collettivo e dei sacrifici di tutti, non è colpa dei singoli ma del gruppo non disposto ad arretrare come dovrebbe. É un periodo che torniamo poco a dare una mano dietro, faremo anche questo: è questione di meccanismi e voglia.
Si aspettava una Juventus già così pronta?
La Juventus non mi sorprende, nelle partite di livello danno sempre il 100%. Abbiamo iniziato a giocare quando la partita era già persa, una prestazione così lascia un po’ l’amaro in bocca. Bisogna lavorare per farci trovare pronti dopo la sosta.
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