Willie McKay, l’agente che aveva curato il trasferimento di Emiliano Sala dal Nantes al Cardiff, è sotto processo a Manchester per frode. Il procedimento è legato, come ha scritto il Daily Telegraph, all’acquisto nel dicembre 2014 di un Rolex da 9100 sterline e di una Jaguar da 54 mila per la moglie. Al’epoca ne doveva un milione al fisco inglese. McKay si è dichiarato non colpevole.
Era stato il figlio di McKay, Mark, a organizzare il volo sul Piper che il 21 gennaio porterà Emiliano Sala alla morte. Il Piper su cui volava l’argentino, diventato un idolo in Francia, pilotato da David Ibbotson, era decisamente arrugginito. “Sembra che possa andare in pezzi da un momento all’altro” ha scritto Sala via Whatsapp. Persi i contatti con l’aereo, dopo i primi giorni di ricerche, le autorità di Guernsey, britanniche e francesi, hanno interrotto la perlustrazione aeronavale. La famiglia di Sala però ha raccolto 420.000 euro per finanziare ulteriori ricerche.
L’ultimo atto della tragedia si è consumato il 7 febbraio quando un robot sottomarino teleguidato a distanza dalla nave Ocean III, 40 chilometri al largo dell’isola di Guernsey, ha individuato a 63 metri di profondità i resti del Piper Malibu scomparso due settimane prima.
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