Rooney: “Con Guardiola, l’Inghilterra avrebbe vinto tutto”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 12:09

Wayne Rooney ha un rimpianto. “Se avessimo avuto Guardiola come allenatore, noi della Generazione d’Oro dell’Oro dell’Inghilterra avremmo vinto tutto”. Il bomber, attualmente il miglior cannoniere di sempre nella storia della nazionale inglese con 53 reti, ha giocato sei tra europei e mondiali, ma senza mai superare i quarti di finale. “Dieci anni fa, avevamo una generazione d’oro” ha detto nel suo podcast Rooney che con la maglia dei Tre Leoni ha giocato oltre 12o partite. “C’erano Rio Ferdinand, John Terry, Ashley Cole, Steven Gerrard, Paul Scholes, Frank Lampard, David Beckham, Michael Owen, questa era la nostra squadra allora. Se avessimo avuto un tecnico come il Pep, avremmo vinto tutto, senza dubbio”.

Tante delusioni in Nazionale

Rooney ha attraversato una fase della storia della Nazionale inglese che rispecchia il processo in otto fasi definito da Simon Kuper e Stefan Szymanski nel libro Soccernomics, recentemente ristampato anche in Italia. E’ il percorso tipico di ogni Mondiale, dicono. La prima fase è di entusiasmo: tutti i ct pensano che l’Inghilterra vincerà. Poi però incontra un antico nemico di guerra (fase 2): in cinque delle ultime dieci edizioni (1982, 1986, 1990, 1998, 2010) l’Inghilterra è stata eliminata dalla Germania o dall’Argentina. Anche il primo shock, contro gli Usa (altro nemico di guerra, in ogni caso) nel 1950, matura per mano di un haitiano di origine tedesca, Joe Gatjens. L’accettazione (fase 3) passa per l’interpretazione della sconfitta come dovuta a un caso di sfortuna: lo sono, agli occhi del pubblico, anche il malore del portiere Gordon Banks a Messico ’70 o l’incontro con il polacco Jan Tomaszewski alla miglior partita in carriera nelle qualificazioni dell’edizione successiva. Per non parlare dei calci di rigore che condannano gli inglesi a Italia ’90 e Francia ’98.

L’altra faccia dell’accettazione (fase 4) è individuare “un nemico che bara”, scrivono: come ha esagerato Cristiano Ronaldo spinto proprio da Rooney, espulso dall’arbitro argentino Elizondo a Germania 2006. Anche se il primo della serie rimane Maradona che anticipò Shilton nel 1986 un po’ con la testa e  un po’ con la mano de Dios. Seguono poi fasi di ripresa (5 e 6): la vita ricomincia senza che il calcio abbia grande influenza, se non un qualche canzone o citazione pop. Sono due le reazioni tradizionali al fallimento sportivo in Inghilterra: proclamare una gloriosa sconfitta e punire senza pietà i responsabili” spiega lo scrittore Dave Hill. Individuare il capro espiatorio (fase 7) è il preludio all’ottimismo per l’edizione successiva. Quando il giro ricomincia.

Rooney incorona Kane: “Batterà presto il mio record”

Rooney è convinto che Harry Kane batterà il suo record. Kane ha segnato 25 gol nelle prime 40 partite in nazionale: nessuno era arrivato a questa cifra in così poche presenze dai tempi di Gary Lineker. “Ci riuscirà, penso, in due o tre anni. E’ un attaccante fantastico, è fondamentale per la nazionale. Sarebbe un onore per me poterlo premiare come io ho ricevuto la scarpa d’oro da Bobby Charlton. Sono sicuro che non ci vorrà molto tempo”.