Josè Mourinho cerca ancora una sistemazione. Lo Special One, dopo l’esonero dal Manchester United, è ancora senza panchina. Sono passati nove mesi, un’eternità per chi come lui mastica calcio da una vita. Il portoghese era stato spesso accostato a diverse squadre in estate, fra cui le italiane Juventus e Roma che, alla fine, hanno ripiegato su altro.
Ora Mourinho si guarda intorno e, soprattutto, guarda il calcio da appassionato: la voglia di tornare, però, è forte. Per questo ha ribadito di voler valutare ogni proposta che arriverà con rispetto, lo stesso che deve all’Italia – per anni casa sua – a cui però chiude le porte nel prossimo futuro. L’ex United, intervenuto ai microfoni di Tiki Taka, ammette: “Difficilmente il mio futuro sarà in Serie A”.
Il nostro Paese, tuttavia, per Mourinho, non è un capitolo chiuso e il riferimento non può non andare ai tempi d’oro vissuti sulla panchina dell’Inter: “L’Inter è la mia casa, la mia famiglia, Moratti un amico, il mio presidente. La storia del Triplete è stata fantastica. Dopo Madrid se fossi tornato a San Siro a festeggiare non sarei mai più andato via dall’Inter. Quando dici addio a una famiglia è una cosa dura da affrontare, quella sera sapevo già che sarei andato via: non potevo dire di no al Real Madrid per la terza volta”.
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