Cristiano Ronaldo, sulle note di Sinatra: “Fly me to the moon”

Cristiano Ronaldo, sulle note di Sinatra: “Fly me to the moon”
Cristiano Ronaldo, sulle note di Sinatra: “Fly me to the moon”

Sua sorella l’ha paragonato a un uccello, o un aereo. Secondo i calcoli di Sky Sport, Cristiano Ronaldo avrebbe raggiunto quota 2,62 metri galleggiando in aria per 3-4 secondi prima di colpire di testa e portare in vantaggio la Juve contro la Sampdoria. E’ uno dei gol più belli della stagione. CR7 si è celebrato in mattinata citando Michael Jordan, il campione-brand che col marchio “Air Jordan” sottolinea proprio la capacità di fluttuare nell’aria e schiacciare sulla testa degli avversari. Come Cristiano Ronaldo aveva già dimostrato di saper fare, colpendo la palla a 2,93 metri con la maglia del Real Madrid da ex contro il Manchester United. “Fly me to the moon”, “fammi volare fino alla luna” canterebbe Frank Sinatra.

Beppe Savoldi e l’arte del colpo di testa

Per il colpo di testa perfetto, diceva Beppe Savoldi, servono furbizia per spostare il difensore, poi l’elevazione e la tecnica per arrivare al punto di impatto ottimale e dare la giusta forza alla conclusione. I gol di testa erano la specialità di “mister miliardo”, centravanti che ha attraversato la storia del Bologna e del Napoli. Non a caso, aveva iniziato con il basket per poi darsi al calcio. Ed è proprio al Bologna, in maglia azzurra, che Savoldi firma un gol icona del suo stile: salta sulla testa di Bellugi e realizza l’1-1 il 17 dicembre 1978.

Quando Bettega volava

Ai tifosi della Juventus sarà tornato in mente anche un alto glorioso colpo di testa di un centravanti bianconero contro la Sampdoria. Ovvero, la rete con cui Roberto Bettega chiude il 3-1 contro i blucerchiati il 19 dicembre 1971. “Bettega vola”  titola la Gazzetta dello Sport.

“Salvadore crossa al centro, racconta Renato Morino, “dove Bettega si stacca verso l’alto e sale, sale, sale ancora, e quando sembra che debba scendere, riparte ancora verso l’alto fin quando trova la palla e la colpisce di testa, mandandola nell’angolo alla sinistra di Battara”. La palla viaggia altissima e cala di colpo non appena il portiere è superato. E’ un gioco di magia, un colpo da campione.

Cristiano Ronaldo, sulle note di Sinatra: “Fly me to the moon”
Cristiano Ronaldo, sulle note di Sinatra: “Fly me to the moon”

L’icona: Pelé ai Mondiali del 1970

L’immagine che più si avvicina, nell’immaginario del calcio, al gesto di Cristiano Ronaldo rimane il volo di Pelé sulle spalle di Burgnich nella finale dei Mondiali del 1970 a Città del Messico. Quel Brasile scintillante nelle riprese in technicolor sotto la luce senza perdono che avvolge l’Azteca, simboleggia il calcio nella sua versione estetica più onirica. Il sogno fatto squadra.

“In effetti mi sovrastò, ma mi prese in controtempo: avevo fatto un passo in avanti perché mi aspettavo che Rivelino crossasse basso, arrivò un pallone alto e Pelé era già in vantaggio” ha detto Burgnich a Lorenzo Longhi per il sito di Sky Sport nel 2010. Burgnich stava recuperando la posizione, spiegherà anni dopo a Gianni Mura in un’intervista pubblicata su Repubblica. Il ct Valcareggi aveva “stabilito di cambiare marcatura: io su Pelé e Bertini su Rivelino. In Messico era grandissimo Brasile, secondo solo a quello del ’58. Dopo il 4-3 coi tedeschi ho passato tre giorni a letto, per recuperare. In fondo, abbiamo tenuto il pari fino a 20′ dalla fine. Loro avevano sempre giocato a quote più basse, sui 1500, noi sempre oltre i 2000, anche questo forse ha fatto la differenza”.

Materazzi nella storia

L’Italia però un Mondiale l’ha anche vinto grazie ai colpi di testa di un difensore, Marco Materazzi nel 2006. Significativo il salto su Patrick Vieira nella finale contro la Francia, ma il gesto atletico più impressionante  oltre un metro tra Plasil e Polak contro la Repubblica Ceca. In Italia, poi, l’estate delle Notti Magiche l’ha aperta un centravanti del Camerun, l’allora sconosciuto François Omam-Biyik.

Cristiano Ronaldo, sulle note di Sinatra: “Fly me to the moon”
Cristiano Ronaldo, sulle note di Sinatra: “Fly me to the moon”

Era ancora un’epoca calcistica in cui il centravanti capace di svettare di testa faceva la differenza. Chiedere al Milan, che scelse l’inglese Mark Hateley rimasto celebre anche per il colpo di testa su Collovati con cui decise il derby contro l’Inter del 28 ottobre 1984. In nerazzurro, sarà Aldo Serena, simbolo di Inter e Juve, a rappresentare quel modello di attaccante. I “voli” contro il Pisa nel 1988-89 restano nella memoria.

Così come lo stacco di Marcel Desailly nella semifinale di Champions League 1993-94 contro il Monaco o di Santillana, centravanti del Real Madrid incubo dell’Inter in Europa. Il suo stacco nell’andata della semifinale di Coppa Campioni 1980-81 ha fatto epoca. Anche lui, come Cristiano Ronaldo, ha preso il volo verso la luna.

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