Victor Moses, tutto sull’esterno che piace a Conte: carriera, curiosità e statistiche

ULTIMO AGGIORNAMENTO 16:04
Victor Moses, tutto sull'esterno che piace a Conte: carriera, curiosità e statistiche
Victor Moses, tutto sull’esterno che piace a Conte: carriera, curiosità e statistiche

Antonio Conte vuole portare all’Inter Victor Moses, 29enne nigeriano di passaporto inglese, che al Chelsea ha di fatto reinventato come esterno di centrocampo. Bocciat da Sarri, ancora di proprietà dei Blues, proprio nella gestione di Conte ha vissuto il momento migliore di una carriera tra alti e bassi.

Ha chiesto asilo politico in Inghilterra

In Inghilterra è arrivato a undici anni, chiedendo asilo politico dopo la morte di entrambi i genitori, uccisi nei conflitti a sfondo religioso in Nigeria nel 2002. E’ un bambino sperduto, che non parla inglese. Viene affidato a una famiglia, comincia ad andare a scuola e gioca a pallone nel parco, con altri ragazzi la domenica. Una piccola squadra giovanile, il Cosmos 90 FC, lo nota e fa il suo nome al Crystal Palace.

Il provino va benissimo. Il Palace lo manda a studiare in una delle migliori scuole private di Croydon, la Whitgift. “Sorrideva sempre, è stata una grande ispirazione” ha detto il direttore della divisione sportiva della scuola, Alistair Osborne, alla BBC. L’allenatore della squadra di calcio della scuola era Colin Pates, ex leggendario difensore del Chelsea, capitano dei Blues con oltre 300 presenze all’attivo. Pates gli insegna che il talento non basta, che è il duro lavoro a creare un giocatore.

Benitez gli concede una chance al Chelsea

Al Chelsea, la prima vera chance gliela concede Rafa Benitez nel 2012. Poi inizia una serie di prestiti. Moses, che vince la Coppa d’Africa con la Nigeria nel 2013, segnando due rigori nella terza partita del girone e partecipando all’azione del gol che decide la finale contro il Burkina Faso. Gioca con Liverpool (19 presenze, entrando nella maggiot parte dei casi dalla panchina, Stoke City (gioca 23 partite), West Ham: qui segna al Manchester City nella sua seconda presenza e contribuisce alla qualificazione in Europa League.

Conte gli cambia ruolo, Sarri lo boccia

Nel 2016, Conte gli cambia ruolo. Da esterno d’attacco, il nigeriano avrebbe avuto poche occasioni di mettersi in mostra. Dopo lo 0-3 contro l’Arsenal, in cui non gioca, Conte ha deciso di passare al 3-4-3. A sinistra gioca Marcos Alonso, a destra Conte sposta Azpilicueta in difesa e chiede a Moses di giocare a tutta fascia. A farne le spese è Ivanovic. “Ha qualità importanti: tecnica, forza fisica, l’abilità di coprire 70 metri di campo. Trovo che sia incredibile che qualcuno come lui sia stato così sottovalutato” ha detto Conte, come riporta un articolo di Francesco Paolo Giordano su Rivista Undici del 2016.

Non avevo mai giocato in quella posizione” ha raccontato alla BBC. “E’ bello avere il supporto dell’allenatore, mi ha convinto ad andare in campo con fiducia, ad esprimere me stesso in campo“.

Moses, capace di segnare al Leicester e decidere il derby contro il Tottenham nella stagione 2016-17, ottiene un prolungamento del contratto fino al 2021. Chiude quel campionato con 29 presenze da titolare e tre reti in campionato, ma salta per squalifica la finale di FA Cup persa contro l’Arsenal.

Realizza altre tre reti nel 2017-18, nelle vittorie su Brighton, West Bromwich e Burnley, e a fine stagione stavolta alza l’FA Cup. In finale, a Wembley contro il Manchester United, gioca tutti i novant minuti.

Sarri però lo utilizza poco, solo sei volte nella prima metà dello scorso campionato, così passa in prestito al Fenerbahce. L’impatto è notevole, sei gol in 16 partite, di cui dieci da titolare, fino alla fine della stagione.

Come gioca Moses

Moses è un esterno rapido, resistente, a suo agio nelle due fasi ed è questo che ha fatto funzionare bene il 3-4-3 di Conte al Chelsea. In fase di copertura, scala e permette alla squadra anche di difendere a cinque.

Tuttavia, non ha le caratteristiche dell’esterno classico che va sul fondo e crossa. Preferisce accompagnare all’interno, negli spazi di mezzo. E’ un jolly per prendere alle spalle la difesa avversaria e creare superiorità numerica. Un fattore che Conte ricerca molto anche all’Inter per allentare la pressione dei centrali su Lukaku e Lautaro. Avanza disegnando spazi all’interno sul lato forte, offre ampiezza quando la squadra si distende in verticale. Per questo, dopo il mancato scambio Politano-Spinazzola, Conte l’ha individuato come l’uomo giusto per la fascia destra.

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