Moggi ricorda Maradona e accusa: “Qualcuno ne ha approfittato”

Luciano Moggi ha conosciuto da vicino Diego Armando Maradona durante la sua esperienza al Napoli: lui descrive l’ex calciatore come un generoso, ma questo ha spinto qualcuno ad approfittarne.

Sin da quando è arrivata la notizia della sua scomparsa, sono tantissimi i protagonisti del mondo del calcio e non solo che stanno dando un ricordo personale di Diego Armando Maradona, certamente uno dei fuoriclasse più grandi della storia, nonostante una vita privata non sempre integerrima. Questo non può quindi che generare un’ulteriore senso di rimpianto per una carriera che avrebbe potuto regalargli ancora più soddisfazioni.

Tra le persone che lo hanno conosciuto bene c’è anche Luciano Moggi, in passato dirigente del Napoli, che ha sempre fatto il possibile per sostenerlo e farlo rendere al meglio, al punto tale da considerarlo quasi un figlio. In rilasciata a Primativvu, Moggi ha voluto sottolineare quanto l’argentino fosse certamente un fuoriclasse sul terreno di gioco, ma anche una bella persona lontano dai campi. Non appena possibile, infatti, lui non mancava mai di aiutare gli altri. Basti pensare, ad esempio, quanto lui ci tenesse a ricordare i compleanni dei suoi compagni di squadra e dei loro figli, come emerso in questi giorni.

Diego Armando Maradona (Getty Images)

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Moggi racconta Maradona: com’era Diego fuori dal campo

“Diego è stato una grande persona – ha raccontato Moggi -. Lui era un generoso, ma spesso chi era vicino a lui finiva per approfittarsene. Certamente ha commesso qualche errore, come tutti noi, ma come calciatore difficile pensare a una carriera migliore di quella che ha avuto”.

Almeno indirettamente, Moggi ha voluto ribattere ad Antonio Cabrini, che aveva definito l’affetto di Napoli e dei napoletani quasi “malato”: “Lui è cresciuto povero, proprio per questo non aveva alcun problema nel mettere a disposizione parte dei suoi guadagni a chi ne aveva bisogno. Ma è importante sottolineare una cosa: non spettava certamente ai napoletani difendere un calciatore dalle sue debolezze. Il loro è stato un amore infinito, come apparso evidente in questi giorni, questa non può essere certamente considerata complicità” – ha concluso.

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