Elezioni FIGC, duello Gravina-Sibilia: chi è il nuovo presidente

Si sono svolte le elezioni per il nuovo numero uno della FIGC: l’assemblea ha votato il presidente che rimarrà in carica per i prossimi 4 anni.

Gravina presidente FIGC
Gravina presidente FIGC

Quest’oggi a Roma si sono svolte le elezioni per indire il nuovo presidente della Federcalcio. Si sono presentati 247 delegati su 276, circa il 90% del totale. Nel corso dell’assemblea, non sono mancate frasi ad effetto tra i due avversari. Infatti, Gabriele Gravina – leader uscente e nuovo candidato – quando ha preso parola ha dichiarato: “Non posso più accettare spargitori di fango. Ho chiesto ai miei legali di perseguire coloro che hanno diffuso voci diffamatorie sul mio conto“.

La risposta dell’avversario Cosimo Sibilia – presidente della LND – non si è fatta attendere: “L’attuale numero uno della FIGC, quando fu eletto nel 2018, dichiarò di voler rinunciare ad una nuova candidatura. Nella vita si può cambiare idea, ma serve rispetto tra gli interlocutori“.

L’assemblea si è espressa al voto alle ore 15:30, annunciando il nuovo numero uno del calcio italiano.

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Gravina confermato presidente FIGC

Caso Suarez
Gabriele Gravina (Getty Images)

Non c’è stata alcuna storia. Il presidente uscente è stato riconfermato con ben 73% dei voti contro il 26% dell’attuale dirigente della Lega Nazionale Dilettanti. Una vittoria schiacciante per Gabriele Gravina, il quale proseguirà il lavoro svolto negli ultimi 2 anni e mezzo. Il suo nuovo incarico durerà fino al 2025. Le prime parole del presidente della FIGC: “Ora inizia il secondo tempo. Non potevamo fermarci, non ci siamo fermati“.

Il neo-numero uno della Federcalcio ha ricevuto il pieno appoggio dall’assemblea, tranne probabilmente dalla LND che avrebbe preferito il proprio candidato. Gran parte del sostegno è evidentemente arrivato dalla Serie A, la quale ha designato nel corso della riunione Claudio Lotito e Beppe Marotta consiglieri federali. Invece, l’Associazione italiana arbitri si è completamente astenuta al voto, ma rappresenta solo il 2% del totale.

 

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