Krzysztof Piatek attacca il Milan (Getty Images)
Milan e Piatek, un amore mai sbocciato e terminato anzitempo con la cessione dell’attaccante polacco che adesso, a distanza di mesi, punzecchia il suo vecchio club spiegando il perché dell’addio.
Krzysztof Piatek, l’attaccante del sogno genoano e della delusione rossonera. Ebbene sì, perché l’attaccante polacco, dopo i 13 gol in terra ligure aveva l’arduo compito di ripetersi anche a Milano. Così però, complice anche il momento poco positivo della squadra, non è andata e dopo un anno è approdato in Bundesliga. I 13 gol messi a segno tra la stagione 2018/2019 e quella successiva, non hanno consentito al 25enne polacco di rimanere in Serie A. Una scelta, quella dell’Hertha Berlino, dovuta proprio all’andamento della prima parte di stagione e dalle volontà del duo Maldini-Massara. Una cessione che, a quanto pare, ancora oggi pesa sul calciatore.
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I 10 gol messi a segno da quando è approdato in Germania non sono bastati all’ex attaccante del Milan per dimenticare il suo passato ed il motivo che ha portato al suo addio. Una scelta quasi fastidiosa di cui l’attaccante polacco ha voluto parlare durante un’intervista al quotidiano polacco ‘Prawda Futbolu’: “Il motivo della mia partenza è stato l’arrivo di Ibra. Non riuscivo a immaginare di stare seduto in panchina per 5-6 partite di fila. Quando Ibra inizia la partita dall’inizio non esce più, solo in caso di infortunio. Nelle prime partite dopo il suo arrivo non ho giocato un minuto”. Insomma, l’arrivo dello svedese ed il mancato turnover hanno pesato notevolmente su Piatek che si è quasi sentito costretto ad andare via. Una scelta, quella della Bundesliga, che per quanto possa esser giusta ed interessante, non toglie comunque l’amaro in bocca di come siano state gestite le situazioni in quel periodo in rossonero.
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