L’arbitro di Valencia-Cadice ha riportato il caso di razzismo, scrivendo nel referto il presunto insulto rivolto al difensore Diakhaby.
In serata sono arrivati nuovi dettagli sul caso di razzismo avvenuto nella partita di Liga tra Cadice e Valencia. Un episodio gravissimo che ha coinvolto il difensore Diakhaby e addirittura portato alla sospensione temporanea del match. La squadra di Gracia, come gesto di solidarietà verso il proprio compagno, ha lasciato il campo per circa mezz’ora dopo l’attimo di tensione. Poi i giocatori sono rientrati per paura di perdere a tavolino e la gara è ripresa senza il classe ’96 francese, rimasto negli spogliatoi.
Il caso ha scosso il calcio spagnolo e, terminato l’incontro (2-1 a favore del Cadice), sono arrivate le prime testimonianze sull’accaduto. La più importante è sicuramente la versione dell’arbitro, Medié Jiménez, che ha riportato e descritto dettagliatamente cosa è successo. Nel suo referto viene rivelato il presunto insulto discriminatorio ricevuto da Diakhaby.
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Il direttore di gara premette di non aver sentito, come tutti i suoi collaboratori, la frase incriminata. Al 29′ del primo tempo però ha fermato il gioco per un duro scontro tra Diakhaby e Juan Torres Ruiz del Cadice. Una volta arrivato vicino ai giocatori, il difensore del Valencia si sarebbe lamentato con lui dicendogli: “Mi ha chiamato neg.. di mer..”. La frase sarebbe stata pronunciata da un altro avversario: il difensore Cala sostituito poi durante l’intervallo.
Ora toccherà al Giudice Sportivo analizzare il referto arbitrale e valutare se prendere provvedimenti disciplinari. Secondo uno storico arbitro spagnolo, Iturralde González, c’è la possibilità che non ci sia alcuna sanzione in mancanza di prove affidabili: “Sarebbe la parola di Diakhaby contro quella di Cala”.
Nel frattempo il Valencia, attraverso un comunicato ufficiale, chiede l’apertura di un’indagine e reclama di aver ricevuto minacce per tornare in campo: “Oggi Diakhaby è diventato un’altra vittima del razzismo nel calcio. Siamo orgogliosi della decisione della squadra di lasciare il campo, poi costretta a rientrare sotto la pressione dell’arbitro. E’ un giorno triste per questo sport: oggi non abbiamo perso una partita ma si è perso il rispetto e lo spirito del calcio”.
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