Moratti e la Superlega: l’aneddoto spiazza i tifosi dell’Inter

Superlega Moratti rivela una clamorosa indiscrezione: il problema dei bilanci rispetto ai grandi club c’è da sempre. La sua posizione.

Moratti Superlega l'indiscrezione (Getty Images)
Moratti Superlega l’indiscrezione (Getty Images)

Superlega, non si sono inventati nulla. Parola di Massimo Moratti che, ai microfoni di Radio Marte, spiega come la suggestione di un nuovo torneo – che prendesse le distanze dalla UEFA – con le più importanti compagini calcistiche del calcio europeo per fatturato e introiti non è nuova.

L’ex Presidente dell’Inter fa chiarezza: “La Super League è stata un’illusione, facile oggi dire che non avremmo aderito. Anni fa mi venne fatta la stessa proposta, ma rifiutai. L’indiscrezione è abbastanza importante. Segno che l’esigenza di rinnovare il sistema non è solo figlia di necessità contingenti: su questo punto l’ex Patron nerazzurro è più chiaro.

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Superlega Moratti: “Il problema c’è sempre stato”

Inter ex Patron Moratti sulla Superlega (Getty Images)
Inter ex Patron Moratti sulla Superlega (Getty Images)

“La Superlega nasce dalla necessità dei grandi club di far quadrare i bilanci, rientrando in qualche maniera con nuovi utili: non è la prima volta che ci si trova in queste situazioni: è stata una nota stonata ed era il momento sbagliato. Già da tempo, però, si provava a fare qualcosa con il Fair Play Finanziario. Prevale la necessità di far quadrare i conti da parte di certi club, ma il problema è sempre esistito”, ha concluso Moratti.

Se un tempo, però, si ragionava in linea teorica, ora la Super League è realtà: una realtà sfumata, ma pur sempre circostanziata a conseguenze di vario genere. Non siamo più nel mondo delle idee, la concretezza del progetto franato porterà ripercussioni ai diversi club coinvolti. Fatto salvo per coloro che hanno scelto – in tempo utile – di tirarsi indietro: la UEFA ha già detto che non farà sconti. Sul piede di guerra anche il resto delle squadre di Serie A. Vedremo tutto questo trambusto a cosa porterà. Moratti, in un certo senso, se l’aspettava.