Zlatan Ibrahimovic, attaccante del Milan (Getty Images)
Ibrahimovic campione e uomo spogliatoio, esempio per tanti compagni di squadra e per alcuni, addirittura, icona: l’aneddoto di Van Der Meyde.
Ibrahimovic è un uomo spogliatoio: il ritorno al Milan l’ha confermato, lo svedese compatta, rimargina, stimola e determina. I rossoneri, con lui, sono tornati nelle zone alte della classifica. Il salto di qualità che ci voleva per riportare il club ai fasti di un tempo non troppo lontano: il carisma del centravanti, quindi, è cosa nota.
La sua capacità di fare gruppo non è nota solo a Milanello, anche quando era in Olanda sapeva come prendere i suoi compagni di squadra. Chiedere a Van Der Meyde, noto per i trascorsi all’Ajax e all’Inter entrambi squadre dove ha militato anche Ibra. L’ex centrocampista parla proprio dello svedese con qualche rivelazione particolarmente irriverente.
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Un carisma – quello dell’attaccante – capace di andare ben oltre la semplice idolatria: le persone e alcuni colleghi lo amano proprio. C’è, però, chi si sarebbe spinto un po’ troppo oltre con la confidenza. L’ex centrocampista dei Lancieri racconta: “Quando ero all’Ajax ho avuto tendenze gay e scherzosamente ho baciato Ibra sulla bocca, ci ho provato una volta mentre dormiva. Ho ricevuto dei pugni”, tutto in maniera goliardica e spensierata. Niente di troppo avventato e pericoloso, con particolare riferimento ai pugni dello svedese che erano soltanto dei gesti di allontanamento in cui non c’era cattiveria.
L’aneddoto spiazza i tifosi perché la venerazione di Ibra raggiunge livelli impensabili: si sfiora quasi l’attrazione. Quando un campione, al di là dei colori e delle appartenenze, riesce a influenzare persino le tendenze altrui, allora siamo di fronte a un’icona: tutto quello che Ibra ha sempre voluto essere. L’episodio di Van Der Meyde non fu un caso isolato: anche Piquè in passato ha provato a fare lo stesso, ricevendo quasi il medesimo trattamento. Ibrahimovic, il più amato dagli italiani. E non solo.
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