Gianni Morandi, il segreto della sua popolarità: l’aneddoto che spiazza i sostenitori

Gianni Morandi è molto popolare. Le canzoni dell’eterno ragazzo di Monghidoro hanno fatto ballare generazioni, ma il suo segreto è un altro.

Gianni Morandi cantautore (Getty Images)
Gianni Morandi cantautore (Getty Images)

Gianni Morandi è un grandissimo sostenitore del Bologna. La passione del cantautore, che parteciperà anche alla prossima edizione del Festival di Sanremo, è nota a tutti. Un amore quasi viscerale il suo: Presidente onorario della società rossoblù dal 2010 al 2014. Posizione che lasciò dopo una vibrante protesta dei tifosi dopo la gestione dell’epoca.

“Tifoseria ingrata, la proprietà non meritava la contestazione”, disse Morandi ai microfoni de La Gazzetta dello Sport. A parte questa parentesi infelice, il cantautore prosegue con il proprio attaccamento alla squadra: il club è onorato di averlo fra i primi sostenitori. Un amore secondo, se possibile, solo a quello per la musica.

La popolarità di Gianni Morandi, tuttavia, non è dovuta solo al calcio e alle belle canzoni: numerose, infatti, sono le leggende metropolitane che animano la carriera dell’artista. Dalla grandezza delle mani, riscontrabile dalle prove fotografiche, su cui scherza anche lo stesso cantautore. Protagonista addirittura di esilaranti gag.

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Gianni Morandi è coprofago: cosa c’è di vero

Gianni Morandi leggenda (Getty Images)
La squadra del cuore dell’eterno ragazzo (Getty Images)

Poi c’è un’altra diceria: il pettegolezzo riguarda una strana abitudine di Gianni Morandi. Il cantante, infatti, sembrerebbe essere scaramantico: leggenda vuole che l’artista sia profondamente superstizioso. Ancora adesso che va allo stadio, con la sciarpa d’ordinanza al collo, è solito andarci esclusivamente con le stesse persone. Raramente cambia compagnia in tribuna, questo perchè quando il Bologna vince deve rimanere tutto immutato. Persino gli amici che rappresentano per Morandi una parte di cuore…rossoblù. Molto spesso Gaetano Curreri, frontman degli Stadio (nulla avviene a caso), ha condiviso con “il ragazzo di Monghidoro” alcune gioie calcistiche. L’armonia del pallone è figlia anche di qualche liturgia.

L’uomo, assai furbo e scaltro, risponde nell’unico modo possibile: “Non confermo, né smentisco”. Proprio questa posizione equilibrata permette alla leggenda ancora di vivere. Una voce di corridoio che contraddistingue la fortunata carriera del cantante. “La gente ha bisogno di sognare – ha dichiarato – sanno che se vengono con me possono scherzare ed essere leggeri, cortesi e simpatici in maniera assolutamente educata e condivisa”, ha concluso. Il Bologna lo accompagnerà – in qualche modo – anche al Festival della Canzone Italiana dove l’anno scorso c’era l’allenatore del club Sinisa Mihajlovic. L’avventura a Sanremo gli farà ritrovare l’Ariston, palco che ha condiviso – fra gli altri – anche con Luca e Paolo.