Milan, a cosa serve Ibra: lo svedese salva i rossoneri da una sconfitta e conquista un altro record. I numeri.
Milan, 8 punti in 6 partite. Non dovrebbe esserci spazio per parlar di altro eppure un ulteriore argomento si fa strada nella corsa a ostacoli rossonera dopo il tonfo Champions: la “zuppa inglese” è andata di traverso ai Diavoli che tentano di farsi andare bene il campionato.
La Serie A li vede ancora primi, ma l’Inter è lì dietro, senza contare il Napoli sempre pronto a rosicchiare punti. Sono tutte lì, proprio per questo il Milan deve aggrapparsi a qualcosa. O meglio: a qualcuno. Lo stesso che hanno richiamato ormai qualche anno fa per tornare dove sono adesso, in cima: un primato da difendere ripartendo dalle certezze. Da Zlatan Ibrahimovic. Adrenalina come il suo libro o piuttosto come il clima che si deve tornare a respirare a Milanello.
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In 92 minuti di gioco contro l’Udinese la gara rossonera è tutt’altro che entusiasmante, ma Zlatan – come ha detto da Fazio – è “più forte di scaramanzia”. Contro i luoghi comuni e le sentenze già scritte segna lui: riprende una gara che avrebbe visto tornare il Milan a mani vuote e realizza pure 300 gol nei 5 campionati europei.
Il terzo negli anni Duemila. Non male per uno prossimo alla pensione: ricorda Roger Murtaugh di Arma Letale. Sempre a dire: “Sono troppo vecchio per queste cose”, poi le fa e tutti ad applaudire. Lo svedese è l’arma letale rossonera. Le critiche per le prestazioni altalenanti se ne vanno via nel momento in cui subentrano i fatti: in gol nel momento più difficile, Caronte nell”inferno” rossonero. Quando si chiedono a cosa serve, la sua risposta è sempre la stessa: ad evitare il peggio. Forse è ancora la cosa che gli riesce meglio.
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