Mondiali 2022, l’Italia non ci sarà. Se fa strano al sorteggio, l’effetto peggiore è quando si fruga dentro il portafoglio: caos diritti tv.
Le lacrime hanno lasciato spazio al pragmatismo e, se possibile, il rammarico è ancora più grande: l’Italia non sarà ai prossimi Mondiali 2022. Mancini ha detto che il rimpianto ci sarà fino a Dicembre prossimo, magari fosse solo quello. Gli addetti ai lavori con i pianti e i rimpianti se ne fanno poco: c’è da fare i conti piuttosto con le perdite. I Mondiali di calcio, in Italia, rappresentavano un trampolino di lancio – anzi, rilancio – per molti: dai ristoranti agli alberghi, fino alle televisioni.
Il motivo è semplice: si giocherà in inverno, molti in Italia sono abituati ad attrezzarsi per le feste. In quel periodo – se l’Italia avesse partecipato – ci sarebbe stata anche l’incognita partita con la domanda delle domande: “Dove la vediamo?”. Allora ristoratori e gestori di pub si stavano attrezzando: incassi doppi, presenze raddoppiate. Tutto bene, tutto meglio.
Tra il dire e il fare, però, ci si è messo di mezzo Trajkovski. Niente Qatar e addio ogni velleità, per gli italiani il Mondiale diventa superfluo. Anzi molti eviteranno proprio di seguirlo con assiduità: gli esercenti perdono tutta quella fetta di “appassionati occasionali” che si riunivano solo per tifare Italia pur non avendo mai visto una partita di calcio. Se è una stoccata per gli esercenti, figuriamoci per i diritti tv.
La “beffa Italia” costa, nello specifico, il 25% in meno degli introiti pubblicitari: Mancini fa imbizzarrire il cavallo di Viale Mazzini che, a fronte dei 170/190 milioni di euro spesi per aggiudicarsi il pacchetto completo in esclusiva, perde 42 milioni e mezzo di incassi pubblicitari dopo aver pagato più del doppio rispetto a quanto spese Mediaset 4 anni fa. Solo dopo l’eliminazione degli Azzurri. La Rai, stavolta, era andata a botta sicura bruciando la concorrenza, ma l’effetto boomerang è un fulmine a ciel sereno: l’azzurro è sempre più sbiadito, ma non è un alibi.
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