Milan, Weah sul ritiro di Ibrahimovic: la frase non passa inosservata

L’ex attaccante del Milan, George Weah, ha rilasciato un’interessante intervista in cui ha parlato, tra le altre cose, del futuro di Zlatan Ibrahimovic

George Weah ha rilasciato un’intervista ai microfoni di Calciomercato.com. L’ex calciatore liberiano, ovviamente, ha analizzato diversi aspetti della sua ex squadra: il Milan. Con i rossoneri, infatti, ha giocato per 5 stagioni, dal 1995 al 2000.

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George Weah, ex calciatore del Milan (Foto LaPresse)

Weah, nel dettaglio, si è soffermato a parlare del futuro di Zlatan Ibrahimovic. Lo svedese ha il contratto in scadenza il 30 giugno e da giorni, ormai, la questione relativa al suo rinnovo tiene banco in casa rossonera.

L’ex calciatore liberiano, inoltre, si è espresso in merito al lavoro di Maldini, sottolineando come il suo lavoro in quest’ultimi anni è stato degno di nota. Immancabile, infine, un commento in relazione al razzismo negli stadi, una piaga sociale per nulla debellata.

Milan, Weah sull’eventuale ritiro di Ibra: “Io a 36 anni…”

Zlatan Ibrahimovic, attaccante del Milan (Foto LaPresse)

Weah, parlando dell’eventuale ritiro a fine stagione di Ibra, ha sottolineato: “Lui è una leggenda, ha passione, se l’allenatore gli dà fiducia fa bene a continuare. Anch’io avrei voluto continuare, ma a 36 anni non ce la facevo più, troppi acciacchi, arriva a un certo punto che non puoi più allenarti, quando invece dovresti allenarti di più dei giovani. Per questo ho detto addio al calcio”. 

Sul razzismo negli stadi: “Il razzismo è ancora negli stadi, perché è ancora nella vostra società. L’africano, il nero, il diverso è visto in Europa ancora con diffidenza da troppa gente e i politici spesso coltivano questa diffidenza”.

Infine, Weah, ha elogiato il suo ex compagno Maldini: “L’ho sentito qualche volta Maldini, ci scambiamo spesso dei messaggi. E’ contento, ottimista, mi ha parlato di alcuni giocatori come Leao e Theo Hernandez. Lui capisce molto di calcio”.