Pep Guardiola ha sorpreso tutti i fan con una frase inaspettata su Haaland in vista dell’esordio dei suoi in Champions League.
Da anni, il Manchester City spende cifre astronomiche all’inseguimento di quella che è oramai un’ossessione chiamata Champions League. E dopo la finale persa due anni fa contro il Chelsea, e l’incubo vissuto nella semifinale dello scorso anno contro il Real Madrid, domani riprenderà la rincorsa.
L’obiettivo è la vittoria finale, ma intanto bisognerà cominciare dal girone. Ed ai nastri di partenza, quest’anno, i citizens si presenteranno con un’arma in più. L’incredibile goleador Erling Haaland, arrivato dal Borussia Dortmund per dare a Guardiola un tipo di terminale offensivo che ha sempre stentato ad utilizzare nelle proprie formazioni. Il suo, d’altronde, è un contesto di squadra in cui tutti sono importanti. Per questo motivo, la frase sul bomber norvegese prima della sfida contro il Siviglia ha sorpreso tutti.
Nel gruppo G con Copenhagen, Borussia Dortmund e Siviglia, il Manchester City è ovviamente favorito. Tanto che in molti guardano già avanti, e pensano alle fasi calde del torneo, quelle in cui spesso qualcosa è mancato alla squadra di Guardiola, per fare la differenza. Un plus che, i tifosi sperano, possa corrispondere all’identikit di Haaland. Il tecnico catalano, però, la pensa diversamente.
“Tutti i giocatori cercano di farci giocare meglio, altrimenti non ha senso. Questo ci aiuta a vincere titoli. Se ci aggrappiamo tutti alle spalle di Haaland,“ ha sentenziato, “non vinceremo la Champions. Cerchiamo di creargli occasioni per segnare. Cerca di essere coinvolto nel modo in cui giochiamo. Capisco che tutti parlino di Erling ma ho tre, quattro, cinque nuovi giocatori ed è importante che si sistemino tutti”.
Una risposta che descrive al meglio l’allenatore, che ha tentato probabilmente di togliere un po’ di pressione dalle spalle di Haaland. D’altronde, il Manchester City ha speso per lui una cifra vicina ai 100 milioni di euro tra cartellino e commissioni, ma si tratta pur sempre di un ragazzo di 22 anni, alla sua prima esperienza in un top club di Champions League.
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