Stadio Giuseppe Meazza (Ansa)
Nuovo stadio a Milano, esplode la polemica: l’accusa di Salvini non passa inosservata. Il progetto di Inter e Milan non è ancora decollato
Il progetto doveva, rispetto al teatrino inaccettabile che ha portato il nuovo stadio della Roma a finire con un nulla di fatto, procedere spedito senza particolari intoppi e andare a dama in tempi relativamente brevi. Almeno questo era nelle aspettative di Inter e Milan, che avevano e hanno deciso di costruire un proprio impianto di proprietà.
L’obiettivo dei due club di Milano è lo stesso per entrambi: patrimonializzare le società dotandole di uno stadio multifonzionale, aperto sette giorni su sette e in grado di accrescere di almeno un 30% il fatturato complessivo.
Inizialmente il progetto di abbandonare San Siro a vantaggio di una zona meno centrale ma più adatta a realizzare una struttura confortevole e accogliente sembrava andare avanti senza ostacoli particolari.
Ma col trascorrere dei mesi, soprattutto a causa di contrasti sopraggiunti tra le due società e il Comune di Milano, il progetto di un nuovo stadio rossonerazzurro sembra essersi impantanato.
La nuova proprietà del Milan, il fondo americano RedBird, ha intenzione di rilanciare il progetto e di avviare i lavori quanto prima.
L’Inter dal canto suo sembra essere, almeno in questo momento, in altre faccende affaccendata: su tutte la possibile, ma sempre più probabile, cessione della società con il mandato a vendere affidato alla banca d’affari Goldman Sachs dal presidente Steven Zhang.
Ma l’affaire del nuovo stadio milanese è diventato ormai un fatto di interesse politico.
Non è un caso che qualche ora fa il leader e segretario della Lega, Matteo Salvini, nel corso di un intervento telefonico in un programma in onda su Telelombardia, abbia duramente attaccato il sindaco di Milano Giuseppe Sala.
“Sono affezionato a San Siro e sono cresciuto lì, ma uno stadio più moderno, più sicuro e più efficiente è fondamentale. Mi spiace che il Comune di Milano da anni stia prendendo in giro la città e le società: se dovremo andare a Sesto San Giovanni, andremo. San Siro rimane un tempio, da tutelare e preservare. Ma servono stadi moderni, sicuri, innovativi, eco-compatibili”.
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