Juventus, impeccabile sul campo, spietata e lungimirante sul mercato. Questo è il motivato che abbiamo imparato a memoria durante l’estate, quando vedevamo approdare a Torino i vari Buffon, De Ligt, Danilo, Rabiot, Ramsey, Demiral, Romero e Traorè. Protagonisti di una ricca campagna acquisti che fa il paio con quella dello scorso anno che vide approdare al cospetto della Mole Ronaldo. Ciascuno alla corte di Sarri, subentrato ad Allegri.
Proprio il tecnico toscano è ancora a libro paga dei bianconeri che “allegri” non lo sono per niente se pensano alle cessioni non andate in porto: d’altronde comprare, stagione dopo stagione, nomi altisonanti obbliga a sborsare denaro che poi va recuperato attraverso le prestazioni e qualche vendita. Ai saluti sono finiti Pellegrini, Kean, Cancelo, Spinazzola e Rogerio. Citando il rapper Shade, illustre tifoso juventino, potremmo dire bene ma non benissimo. C’era bisogno di un taglio netto per incamerare molti più guadagni, era stato messo a punto un piano di cessioni mirate, puntualmente fallito. Questa débâcle ha un costo che si abbatte sul monte ingaggi, ogni giorno più pesante: siamo ormai a quota 150 milioni di euro netti, solo per quanto riguarda la prima squadra. Senza contare gli stipendi di Sarri e l’esodato Massimiliano Allegri che prendono rispettivamente 6 e 7,5 milioni a stagione.
Decisamente troppo per una squadra che mira alla competitività in campo e alla trasparenza fuori, il mese di agosto è stato deleterio e convulso, il fattore imprevisti non ha giovato alla “Vecchia Signora” che comincia ad accusare qualche malanno: prima l’infortunio di Chiellini, seguito da quello di Mattia Perin (motivo per cui saltò il trasferimento al Benfica) e Marko Pjaca. Ciascuno, tranne il difensore, è passato dall’essere un possibile partente ad un sicuro convalescente. Per non parlare della stasi che coinvolge Dybala, Mandzukic, Matuidi, Emre Can e Betancur.
Nessuno di questi ha fatto le valigie ed ora l’esclusione dalla lista Champions è dietro l’angolo. Insomma, la Juventus non sa più dove mettere i suoi. Problema che vorrebbero avere in molte, fra le concorrenti, ma trovarcisi dentro è meno confortante. Soprattutto con una calcolatrice in mano: le mancate cessioni, infatti, costano ai bianconeri 93 milioni in termini di mancato guadagno. Un numero che tornerà alla mente di Agnelli e soci che, attualmente, sono chiamati a dover compiere un salto di qualità. Tradotto: se, anche quest’anno, la Champions non dovesse arrivare, oltre al danno ci sarebbe la beffa. Difficile da digerire dopo aver fatto prendere aria – più del dovuto – al portafoglio.
La Lazio affronta l'estate con un mercato a saldo zero, bilanciando entrate e uscite per…
Rivivendo la leggenda di Gianni Rivera, il "Golden Boy" del calcio italiano: un visionario che…
Nel suo podcast, Jamie Vardy confronta l'intensità della Premier League con la tattica più misurata…
L'Under 19 della Lega Nazionale Dilettanti conquista il Trofeo Dossena, dimostrando che i giovani talenti…
Alessandro Nesta è il nuovo allenatore dell'Avellino, portando con sé un bagaglio di esperienza e…
Alessandro Nesta critica il Milan per la mancanza di un direttore sportivo forte e un…