Milan, è già crisi: tifosi contro Giampaolo, ma quale alternativa?

ULTIMO AGGIORNAMENTO 18:31

Non c’è pace per il Milan. Con l’arrivo di Marco Giampaolo in panchina e Zvonimir Boban in società, sembrava possibile una rivoluzione, tattica e di mentalità. E invece non è cambiato praticamente nulla. Un inizio difficile di campionato e un altro derby perso: il Diavolo non vince la stracittadina dal 2016 con Sinisa Mihajlovic allenatore.

Tanta amarezza e delusione per i tifosi rossoneri. Che ieri sera hanno dato spettacolo in un San Siro da Champions. Non lo è la squadra però, almeno per il momento. E, stando a quanto si legge sui social, non lo è e non lo sarà mai Giampaolo. Le premesse sembravano ottime: il Milan d’estate convinceva per proposta di gioco e miglioramenti, poi però qualcosa è andato storto e tutto è tornato come prima. Evidentemente l’ultima amichevole con il Cesena e la sconfitta contro l’Udinese all’esordio hanno tolto entusiasmo e certezze. Il tecnico non è riuscito a ribaltare la situazione e ora vive già la sua prima crisi da allenatore del Diavolo.

Tifosi Milan contro Giampaolo

Milan, sui social è già #GiampaoloOut

Siamo solo alla quarta partita di Serie A ma l’hastag #GiampaoloOut è già virale. Una buona fetta dei tifosi milanisti, infatti, chiede la testa dell’ex Sampdoria, considerato incapace di gestire una squadra così importante. Fra i temi più caldi il mancato utilizzo dei nuovi acquisti e la testardaggine nel continuare a puntare su determinati calciatori: su tutti, Lucas Biglia, Ricardo Rodriguez e Jesus Suso. In panchina, invece, Theo Hernandez e Ismael Bennacer, che invece potrebbero dare un po’ di freschezza e imprevedibilità rispetto a giocatori logorati e logoranti. Il tecnico chiaramente difende la squadra e le sue idee, ma è evidente che c’è qualcosa di sbagliato nelle scelte e nel processo di crescita dei suoi.

Difficile che Maldini e Boban stiano pensando ad un cambio in panchina. Significherebbe buttar via mesi di lavoro intenso e un’ammissione di colpa troppo precoce. Ma intanto i tifosi già hanno fissato la deadline di Giampaolo: sei punti contro Torino e Fiorentina, altrimenti è da mandare via. Sui social circola con forza il nome di Massimiliano Allegri, libero dopo l’addio alla Juventus. Ma è un’opzione molto ma molto complicata: l’ex bianconero non accetterà un incarico in corsa, soprattutto a queste condizioni, e punta ad uno stipendio da top player, cosa che il Milan non può garantire. E c’è il Real Madrid in agguato…. C’è anche chi invoca il ritorno di Gennaro Gattuso, anche questa però è una situazione che non si verificherà.

L’ultima ipotesi italiana possibile sarebbe Luciano Spalletti, ma non convince. Ecco quindi che, almeno per quanto riguarda l’Italia, non esistono delle alternative a Giampaolo in questo momento. Il Milan continuerà a puntare su di lui, a meno di catastrofi da qui alle prossime settimane. Maldini e Boban credono molto nel lavoro dell’ex Samp e difficilmente cambieranno subito. Si andrà avanti con lui, con la speranza che possa esserci un cambio di rotta fin da subito: giovedì è in programma la trasferta di Torino contro i granata, oggi sconfitti dalla Sampdoria. E’ già un dentro o fuori? Per Giampaolo forse no, per la Champions forse sì.

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