Da Chinaglia a Cristiano Ronaldo: i 10 “vaffa” nella storia del calcio

Da Chinaglia a Cristiano Ronaldo: i 10 "vaffa" nella storia del calcio
Da Chinaglia a Cristiano Ronaldo: i 10 “vaffa” nella storia del calcio

Cominciò tutto con Giorgio Chinaglia. Il suo “vaffa” in technicolor ai Mondiali del 1974 resta il gesto paradigmatico del calciatore che pubblicamente mostra la sua insofferenza verso l’allenatore, colpevole di averlo sostituito e così mancato di rispetto. Da quel gesto al Cristiano Ronaldo furioso contro il Milan, ecco un’antologia di castelli di rabbia.

Cristiano Ronaldo sbotta con Sarri

Si discute, e si discuterà, del labiale di Cristiano Ronaldo dopo la sostituzione al 54′ di Juventus-Milan. E’ di sicuro il suo screzio più forte contro il suo allenatore da quando è in Italia. CR7 però è un capitale troppo importante per la Juve per non raggiungere un punto di incontro.

Chinaglia a Valcareggi: un “vaffa” Mondiale

Chinaglia viene sostituito al 69′ della partita d’esordio contro Haiti al fallimentare Mondiale del 1974. Il “vaffa…” quando passa vicino alla panchina, ripreso in tv, è chiarissimo. Chinaglia entra negli spogliatoi e spacca sei bottiglie d’acqua. Racconta di aver poi passato due ore nel parco dell’albergo, di aver bevuto un drink al bar. I dirigenti federali vorrebbero cacciarlo dal Mondiale, ma Artemio Franchi (che è presidente della Federcalcio e dell’Uefa, nonché vice-presidente della FIFA) chiama Tommaso Maestrelli, suo allenatore alla Lazio con cui ha un rapporto splendido, e lo convince ad andare in Germania per parlare al bomber.

Chinaglia guarda Italia-Argentina in tribuna proprio accanto a Maestrelli ma la sua storia in azzurro finisce di fatto dopo la sconfitta contro la Polonia che sancisce l’eliminazione dell’Italia. “Nonostante i media per tanto tempo abbiano sottolineato lo screzio tra Giorgio Chinaglia e mio padre Ferruccio, quel gesto venne subito sanato con un abbraccio e le scuse” ha detto il figlio Furio al Messaggero nel 2012. “Fu un bel gesto che mio padre apprezzò”.

Paolo di Canio e Clarke: che lite allo Swindon

Paolo Di Canio, da allenatore dello Swindon Town nella quarta serie inglese, esplode dopo la quinta sconfitta di fila della squadra nell’agosto 2011. Dopo il 2-1 del Southampton nel secondo turno della Carling Cup, Di Canio prende per la maglia l’attaccante Leon Clarke che si era scagliato contro il il preparatore atletico della squadra. Di Canio vuole trascinarlo verso il tunnel, Clarke resiste, poi nel sottopassaggio dove le telecamere non possono entrare il faccia a faccia si fa duro e fisico. Volano colpi proibiti, e dopo una settimana Di Canio lascia la panchina.

Baggio a Sacchi: “Questo è matto”

Il 23 giugno 1994, al Giants Stadium di New York, l‘Italia di Sacchi resta in dieci per l’espulsione del portiere Pagliuca a metà del primo tempo. Sacchi decide di togliere Baggio. Quando alza il tabellone con il numero 10, Baggio, lui si guarda attorno incredulo. “Chi? Io?” si chiede, e sbotta: “Ma questo è matto”. Il ct si spiega a fine partita: Avevo bisogno di gente che corresse molto e di un attaccante che allungasse la squadra avversaria partendo nello spazio, senza palla”. Porterà l’Italia in finale.

Sarri, non è la prima volta: il caso Kepa

Maurizio Sarri era già stato destinatario di un gesto plateale di disapprovazione dopo Cristiano Ronaldo contro il Milan. Della finale di Coppa di Lega dell’anno scorso contro il Manchester City, più che la vittoria ai rigori del Citizens, resta la protesta del portiere Kepa che rifiuta il cambio poco prima dei tiri dal dischetto. “È stato un grande malinteso perché pensavo che Kepa avesse i crampi e non fosse in grado di continuare per i rigori, ma non era così, poteva parare ancora” ha detto Sarri, che però nell’immediato abbandona la panchina per ritrovare la calma.

Da Chinaglia a Cristiano Ronaldo: i 10 "vaffa" nella storia del calcio
Da Chinaglia a Cristiano Ronaldo: i 10 “vaffa” nella storia del calcio

Il Trap e “O’ Animal”

Potenzialmente più cruento lo scontro tra Giovanni Trapattoni e l’attaccante brasiliano della Fiorentina, Edmundo, durante Roma-Fiorentina del 18 ottobre 1998. A 17 minuti dalla fine, con i viola in vantaggio 1-0, il Trap sostituisce il brasiliano per inserire Robbiati. Edmundo si arrabbia e, dopo la rimonta della Roma che vince 2-1, scoppia. Serve l’intervento di Antognoni come paciere per evitare che vengano allo scontro fisico. “Ne ho avuti tanti di giocatori come Edmundo, so come ci si comporta in questi casi” dirà Trapattoni, che chiude il caso.”Le sostituzioni fanno male a tutti – ha aggiunto -, ma lui ha capito”. Nella giornata successiva, Edmundo segnerà una doppietta alla Salernitana.

Montella a Capello: “Pezzo di m…”

Non arrivano allo scontro Vincenzo Montella e Fabio Capello, ma lo scontro verbale nel finale di Napoli-Roma del giugno 2001 consegna alla storia l’opposizione di due caratteri forti. Capello preferisce Delvecchio all’Aeroplanino, che entra negli ultimi otto minuti. “Il centravanti scarica tutta la sua rabbia mandandolo a quel paese: la faccia rivolta al campo, a un passo dai microfoni di Stream” scrive Gianluca Moresco su Repubblica. Gli scaglia contro una bottiglia di plastica, con un tiro al volo. “Ma vaff…, sto’ deficiente”. Capello replica deciso, il battibecco è forte. “Pezzo di m…”, bofonchia Montella“. Una settimana dopo, la Roma avrebbe vinto l’ultimo scudetto della sua storia.

Bonucci discute Allegri

Restano le registrazioni tv della lite tra Bonucci e Allegri nel finale di un Juventus-Palermo 4-1 del 17 febbraio 2017, 29° successo consecutivo dei bianconeri nel loro stadio. Una vittoria tranquilla, che però Bonucci accende. “Non è assolutamente un caso. C’erano tre giocatori che avevano bisogno di cambi. Avevo già messo fuori Khedira, perchè stavamo 2-0 e ho preferito farlo uscire, avevo Sturaro e Pjaca con i crampi. C’è stata un’incomprensione, ci siamo chiariti e non c’è nessun problema”. Bonucci andrà in partita contro il Porto nella partita successiva, poi a fine anno giocherà al Milan.

Rossi e Ljajic, il ring è in panchina

Un “vaffa” in serbo e un riferimento alla madre morta avrebbero fatto scattare Delio Rossi che ha aggredito Adem Ljajic. Il tecnico della Fiorentina l’aveva appena sostituito durante la sfida interna contro il Novara del 2012. Rossi lo aggredisce. Ljajic rimane fuori rosa fino a fine stagione, ma anni dopo si difenderà: “Ho fatto il gesto con il pollice e ho detto in italiano: sei un grande, sei proprio bravo! Ripeto, ho sbagliato. Ma mai pensavo a una reazione del genere” ha detto al Corriere della Sera.

Da Chinaglia a Cristiano Ronaldo: i 10 "vaffa" nella storia del calcio
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Il monologo di Roy Keane

Prima del Mondiale del 2002, Roy Keane rilascia un’intervista in cui si lamenta delle condizioni del ritiro e dei metodi del ct della nazionale irlandese Mick McCarthy. L’allenatore gli chiede spiegazioni e lo accusa di aver finto un infortunio prima del ritiro dello spareggio della qualificazione. “Mick, sei un fottuto bugiardo. Non ri rispettavo come calciatore, non ti considero come allenatore e come persona. Puoi infilarti la Coppa del Mondo nel c…” gli dice. E’ la sintesi di una non riferibile tirata durata una decina di minuti. McCarthy terrà una conferenza stampa annunciando di aver mandato Keane a casa.

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