Mihajlovic al Bologna fino al 2023 (Getty Images)
“Bologna è una regola”, dice una famosa canzone, ma il destino a volte le regole le stravolge: è quello che è successo a Sinisa Mihajlovic nel passato recente, fatto di campi, palloni, ma anche di cure, ospedali e sacrifici. Gli stessi che continua a fare quotidianamente il serbo, dopo aver arginato – quasi completamente – la sua battaglia con la leucemia.
Questo pomeriggio Torino-Bologna, tanto per tornare a parlare di regole fatte dalla casualità e dalla sorte: passato e presente professionale del serbo si ritrovano nell’arco di novanta minuti e Mihajlovic, che adesso è alla guida dei rossoblù, qualora dovesse vincere infrangerebbe un altro record: quello di 26 punti nel girone d’andata da parte del Bologna. Di fronte proprio quel Mazzarri che lo sostituì sulla panchina dei granata nel 2018. Il legame con il Torino e i suoi tifosi, esonero a parte, è rimasto intatto: “Sinisa uomo vero”, si legge sugli spalti. Ulteriore dimostrazione di quanto quest’uomo unisca piazze e colori diversi, oltre qualunque rivalità sportiva: anche per questo, e stavolta il destino è stato dalla sua parte, ha ricevuto proprio sotto la Mole il ‘Premio Coraggio 2019’.
“Sta andando tutto bene, non posso ancora fare tutto, ma quasi – racconta Miha parlando del decorso della sua malattia -. Sono passati 75 giorni dal trapianto. Per me è sempre stato più importante essere giudicato come uomo, che come calciatore“, ha dichiarato Mihajlovic una volta insignito del riconoscimento. Fino a qui tutto bene, insomma, perchè Torino e Bologna sono unite da un filo impercettibile che collega i ricordi alle emozioni, capaci di andare ben oltre ad una targa ricollegandosi in attesa di un triplice fischio. Nel frattempo che vinca il migliore, in questo match giocato nel nome e nel segno di Sinisa.
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