Raiola rivendica la sua supremazia nel calciomercato
Il calciomercato è finito, almeno quello invernale, l’appuntamento è a quest’estate quando le squadre torneranno a fare acquisti e cessioni per sistemarsi in vista della stagione che verrà. Concettualmente, però, il calciomercato non chiude mai: le trattative non hanno mai avuto una data di scadenza. La differenza la fanno i procuratori e le squadre, sempre interessate a trattare per accaparrarsi il cartellino di qualcuno cercando di battere la concorrenza.
Il mercato è come un’eterna partita a scacchi, in cui ad avere la meglio – infine – sarà chi avrà fatto le mosse più giuste. É dello stesso avviso Mino Raiola che rivendica, in qualche maniera, la paternità di un certo modo di fare mercato. Molto più show che business, ma spesso entrambe le cose coincidono: “Non voglio essere arrogante, ma credo di aver creato io questo mercato. Il calcio è diventato uno show, un intrattenimento. In più di 25 anni in cui sono attivo, ho inventato il calciomercato. È diventata una industria enorme, a cui ho dato colore senza mai stare zitto e stando sempre in piedi davanti ai miei giocatori. È come un musical: il 1° gennaio il teatro parte, le tende si alzano e inizia la musica. Ma dietro le scene, i protagonisti si sono esercitati per sei mesi. È quello che succede a noi. Sto lavorando con Erling Haaland per circa un anno e suo padre è coinvolto da vicino. Ho parlato con tanti club, ascoltato piani, visto cifre e negoziato. Questo ha permesso ad Erling di prendere una scelta informata”, ha dichiarato il procuratore per antonomasia a SportVoetballMagazine.
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