Materazzi a ruota libera: provoca la Juve e si ravvede su Conte
L’ex difensore dell’Inter, Marco Materazzi, ne ha per tutti. Durante una diretta Instagram con lo chef Davide Oldani, ‘Matrix’ provoca la Juve, racconta la lite con Mario Balotelli e rivaluta Antonio Conte
“La Juve deve pensare alla Champions, che quest’anno avrà un nuovo format: anche se la vincono, non si può definire come tale. Scherzo…”. Così Marco Materazzi durante una diretta Instagram con lo chef Davide Oldani -noto tifoso interista-. Il rapporto tra la Juve e la Coppa dei Campioni, lo si sa, non è dei migliori. Nella sua storia, infatti, malgrado le nove finali disputate, i bianconeri sono riusciti a vincere solo in due occasioni: nel 1985 nella tragica finale contro il Liverpool, e nel 1996 contro l’Ajax. Lo sfottò di Materazzi, dunque, nasce proprio da questa bizzarra statistica.
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Materazzi ha proseguito parlando di Antonio Conte. Dopo aver definito il trascorso del tecnico nerazzurro “discutibile“, l’ex centrale nerazzurro ha proseguito dicendo: “ora è diventato interista e mi è più simpatico. Ha ridotto il gap con le prime ed è importante per il futuro, normale manchi qualcosa”.
Per raggiungere la Juve, però, non basta solo un buon allenatore: “Il club sta ristrutturando tutto, anche il centro sportivo; bisogna prendere la Juve come esempio. L’Inter rimane sempre l’Inter, ma deve adeguarsi ai tempi. Poi è ovvio che speri che il loro ciclo vincente finisca”.
Infine, Materazzi ha raccontato un aneddoto risalente alla semifinale di Champions League del 2010 contro il Barcellona. Protagonista Mario Balotelli. Le voci su una possibile lite tra lui e l’attaccante del Brescia sono vere: “Io voglio bene a Mario, ma se l’era meritata. Oggi siamo tornati a essere più che amici, praticamente fratelli. In quella circostanza fece una cosa che non doveva fare, giocare male; il discorso della maglietta passò in secondo piano”.
Poco prima della partita Balotelli promise ai suoi compagni che, nel caso in cui fosse entrato a partita in corso, avrebbe giocato male: “a quel punto gliele promisi. Quando entrò, fece un’azione tirando da fuori anziché andare in contropiede: c’era Milito in panchina che lo voleva ammazzare. La settimana successiva alla gara col Barça dissi a Mourinho di schierarmi nelle partitelle contro Balotelli, che dopo pochi secondi se ne andava negli spogliatoi”.
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