Inter-Milan, rigore su Lukaku: perché non è stato concesso al VAR

L’episodio che ha fatto più discutere nel corso del derby di Serie A Inter-Milan è il rigore richiesto dall’Inter per fallo di Donnarumma su Lukaku ma non assegnato

Inter-Milan, rigore su Lukaku: perché non è stato concesso al VAR
Inter-Milan, rigore su Lukaku: perché non è stato concesso al VAR

L’azione più discussa del derby Inter-Milan è il rigore non assegnato a Lukaku dopo l’intervento del VAR. Per questa azione non c’è on-field review, ma soltanto il richiamo degli assistenti all’arbitro.

L’azione però mette in evidenza alcune sottigliezze del regolamento. La questione infatti non riguarda il contatto fra l’attaccante belga e il portiere Donnarumma in uscita, che è come non fosse mai accaduto vista la precedente dinamica dell’azione. E allora andiamo per gradi a ricostruzione.

Il pallone infatti viaggia verso Lukaku dopo un tocco di Eriksen e una deviazione di Kjaer. I termini sono in questo decisivi. Perché la base del regolamento è intuitiva: un giocatore è in fuorigioco se riceve il pallone da un compagno di squadra, stando davanti alla linea della palla, ed ha un solo avversario fra sé e la porta. Il passaggio del compagno di squadra può anche non essere volontario, non cambia la sostanza: in molti si sono chiesti infatti se davvero Eriksen volesse passarla a Lukaku o no.

Leggi anche – Inter-Milan 1-2: Ibrahimovic regala il Derby ai rossoneri, Lukaku non basta

Inter-Milan, il fuorigioco di Lukaku e il rigore non assegnato

Inter-Milan, il fuorigioco di Lukaku e il rigore non assegnato
Inter-Milan, il fuorigioco di Lukaku e il rigore non assegnato

La volontarietà fa tutta la differenza del mondo, però, quando si ragiona sui difensori. Un calciatore, recita il regolamento, è infatti in fuorigioco anche se gioca il pallone quando “è rimbalzato o è stato deviato da un palo o dalla traversa della porta, da un ufficiale di gara o da un avversario o quando è stato intenzionalmente effettuato un “salvataggio” da parte di un avversario”.

Un salvataggio è un tocco del pallone che sta andando dentro o molto vicino alla porta, con qualsiasi parte del corpo tranne le mani / braccia (ad eccezione del
portiere all’interno dell’area di rigore).

Come dimostra l’illustrazione sei nelle casistiche indicate nel regolamento del gioco del calcio, nel caso in cui il pallone calciato “dal giocatore (A) rimbalza o viene deviato da un avversario verso il calciatore (B), compagno di (A), allora (B) deve essere considerato punibile” di fuorigioco.

E’ esattamente quello che è successo. Quello su Kjaer è un caso di rimbalzo sul difensore (o sul difendente per usare i termini del regolamento) che dunque non rimette in gioco Lukaku. Il belga va verso il pallone, lo contende a Kjaer in area. In questo momento, la sua posizione diventa attiva. Il secondo tocco del difensore che prolunga verso il portiere e la successiva uscita di Donnarumma che atterra Lukaku non rientrano più nella valutazione dell’azione.

Leggi anche – Inter-Milan, Pioli euforico: “Vittoria per i tifosi, Ibra fondamentale per noi”

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *