Juve-Cagliari, Pirlo:”Servono motivazioni per 90 minuti”

Il tecnico della Juventus parla della prossima partita contro il Cagliari e sottolinea che qualsiasi squadra arriva allo Stadium senza alcun timore

Secondo Andrea Pirlo lo Juventus Stadium non fa più così paura. E comunque non è più un fattore determinante vista l’assenza di pubblico e la situazione generale di difficoltà legata alla pandemia. Ma soprattutto a dovere fare la differenza contro il Cagliari nella prossima partita di Serie A è la Juventus.

Pirlo prima di Juve-Cagliari

“Mi aspetto una squadra pronta ed estremamente motivata fin dall’inizio della partita – dice Andrea Pirlo – voglio vedere una squadra che vuole raggiungere il risultato in qualsiasi modo e per tutta la durata del match. Non possiamo permetterci di tralasciare il minimo dettaglio e dobbiamo avere in testa la fame di poter vincere le partite dall’inizio alla fine. Nulla di diverso rispetto a quello che è sempre stata la Juve in questi anni”.

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L’avversario Cagliari

Pirlo dichiara chiuso il periodo di adattamento ed esperimenti: “Mi auguro che non sia necessario sperimentare più nulla e conto che il nostro adattamento sia ormai una fase alle spalle. Il nostro campionato comincia ora. Da adesso fino a Natale avremo dieci partite da giocare come se fossero delle vere e proprie finali. Quindi già da domani voglio vedere uno spirito diverso, combattivo e bisognerà giocare con la massima intensità per raggiungere il risultato”.

Pirlo stima molto Di Francesco: “Il Cagliari è un’ottima squadra  che vola sulle ali dell’entusiasmo guidata da un tecnico preparato e coraggioso. Sviluppano bene il loro gioco, sanno impostare in diversi e quando attaccano sanno dove e come fare male. Una squadra decisamente insidiosa”.

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Il fattore campo

In vista di Juve-Cagliari, De Ligt è a disposizione. Per Alex Sandro ci vorrà ancora un po’ di cautela.

Senza lo Stadium stracolmo la Juventus non può più contare su un fattore campo che era fondamentale: “É un dato di fatto che anche le squadre più piccole possono venire nei grandi impianti come lo Stadium o San Siro e giocarsela alla pari, senza alcun timore reverenziale. Non c’è più pressione, si è ribaltato tutto. Ma siamo tutti in un periodo molto particolare. E dovremo fare l’abitudine a questa e ad altre cose che stanno riportando determinati valori in equilibrio”.

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